Lontano

In questa traversata nel deserto,
appresi a distaccarmi dai miraggi
ed empio già salpai nel mare aperto
gettandovi bottiglie con messaggi;

fu mesto. Ormai salpata ebbi sofferto,
ma smisi di sfamarmi degli omaggi
che scempio e molti guai m’ebbero offerto,
sì preso ormai a disfarmi di quei saggi,

per esser piuma che libra nel vento
anche capace di libero arbitrio
con meno pesi su un cuore ferito.

Veleno, illeso, da spore, inasprito,
non più mendace. Sì fiero me mitrio,
qual re del fiume; non vibra un lamento.



Pace

Desisti, ché il tuo animo è sereno,
quest’oggi niente calici d’olivi
magnanimo ch’offristi di veleno.

Ascolta quel sussurro viscerale,
miraggi ben vindici seppellivi,
azzurro ciel, la volta è più vitale.

Se pensi a cento lidi, al chiostro invito:
ti guidi il vento e i sensi al nostro sito!

Fotogramma

Si scioglieranno quei nodi contorti,
fintanto ch’occultati permarranno
già per omessa virtù nell’esporti,
un atto di viltà che causa affanno?

Perdonerai quei subìti già torti,
ch’ancor ti paion grande e grosso danno
per fare dono d’amori e conforti
e offrirti a quanti, forse, ancor non sanno?

Ancor dall’ulcer fiera emerge fiamma,
que’ prìstini fantasmi l’accompagna
non sarà l’acque a spenger, ché ristagna,

ma lagrima ch’il viso ancor non bagna
e resta lì, in sospeso, nel diaframma,
manente per un degno fotogramma.