Messaggio della Buonanotte

Erano diversi giorni che non pubblicavo una delle mie missive al vetriolo, difatti sono stato sommerso da lettere, email, messaggi privati, mi sono ritrovata una folla di persone sotto casa che mi ha chiesto che fine avessi fatto, che mi ha letteralmente implorato di tornare a pubblicare. In realtà, sapete benissimo che tutto ciò è solo frutto della mia fantasia, sono solo sogni di gloria che svaniscono nell’inesorabile vento della vita, che tutto spazza e porta via con sé, verso destini giammai pianificati. Auspico, in verità, che questo spazio rimanga un salotto per pochi intimi, con poche reazioni e pochi lettori, l’ennesima invenzione che ho messo su per farmi ammirare da qualcuno e per sentirmi meno sola. Vogliamo essere amati, vogliamo essere adorati, tutto è vanità, ahimè, potreste mai dimostrarmi il contrario?

Sarò breve quest’oggi, sono giornate impegnative, ma non volevo farvi mancare un messaggio d’affetto e un buon consiglio per una vita sana e retta: rinunciate anche stasera al sesso e, al suo posto, recitate un Santo Rosario con il vostro partner. Mi rivolgo soprattutto alle coppie omosessuali, le cui unioni sono senza meno benedette dal Santo Padre e da Santa Madre Chiesa.Abbasso la fica, viva il Signore.

Buonanotte.

La Religione Laica del Politicamente Corretto

Abbiamo la convinzione di aver ucciso Dio, di esserci disfatti una volta per tutte del Cattolicesimo, con la vittoria del progressismo e del positivismo. Avete fatto caso a quanto siano cambiate le cose rispetto a oltre dieci anni fa? Abbiamo forse dimenticato com’era l’informazione ai tempi del governo Berlusconi? Vi ricordate di quanto ci avevano rotto le palle sulla fecondazione assistita, sull’embrione vita, sugli obiettori di coscienza antiabortisti, su Eluana Englaro? La retorica dei media era profondamente diversa, frutto di un regime conservatore comunque insopportabile, in cui gente con tre mogli e altrettante amanti esaltava il valore della famiglia tradizionale. Il potere aveva un colore diverso, i media leccavano il culo al Cavaliere e utilizzavano metodi differenti per farci la morale. Riuscivano, lasciatemi dire, a farci sentire in colpa sulla base però della tradizione cattolica millenaria, senza scompensi e lacerazioni interiori eccessive, mettiamola così. Bene, bisogna prenderne atto: la Chiesa Cattolica ha al momento perso la battaglia. Il pontefice argentino ha accettato che il mondo va attualmente così e ha saggiamente deciso di non condurre battaglie controproducenti per la Chiesa stessa, che perderebbe ancora più consensi e fedeli. Del resto, la Chiesa Cattolica è anche un’azienda, non prendiamoci per il culo, ed è giusto e sacrosanto che persegua i suoi interessi e faccia le proprie operazioni di marketing. – Ehi Dino, ma la Chiesa dovrebbe stare dalla parte dei poveri! – e io vi rispondo di andare a cagare, perché è una delle poche aziende che sta in piedi da oltre duemila anni e forse voi fenomeni aspiranti imprenditori a partita IVA in regime forfettario dovreste prendere esempio dal Nazareno in persona sul modo in cui si fa davvero impresa.

In ogni caso, quando ve ne sarà la necessità, quando i fedeli stessi sentiranno la mancanza di un Dio presso cui inginocchiarsi, di un padre e di un padrone a cui sottomettersi, terrorizzati da questo eccesso di libertà destabilizzante che fondamentalmente non desiderano, sarà il momento di eleggere un pontefice ultra-conservatore e oscurantista, augurandomi di essere ancora in vita per godermi un Papa che dichiari ex-cathedra le scoregge in ascensore come peccato mortale. Ogni tanto ripenso al Cardinal Ruini e ne sento la mancanza. Ho letto una sua intervista di qualche settimana al Corriere. Ai tempi ricordo di averlo bistrattato, ma ero invero una giovane universitaria gatta morta che ci provava con i seminaristi per farmi prestar da loro gli appunti. Oggi, Sua Eminenza mi appare in verità come un innocuo vecchietto, persino gradevole. Tutto sommato, è un uomo con la schiena dritta che credeva profondamente nelle sue battaglie, condivisibili o meno, che sorride persino bonariamente alla patetica Littizzetto che ai tempi lo prendeva in giro chiamandolo Eminence. Vedo nei suoi vetusti occhietti il sapore agrodolce della sconfitta, gli occhietti di un uomo che tutto sommato ha vissuto una vita piena, ma diciamocela tutta, rispetto ai maschi di donna attualmente in circolazione, costui aveva la sua etica e perseguiva le sue virtù. Aveva, per farla breve, un uccello.

Bene, siamo stati liberati da questi oppressori e finalmente abbiamo diritti per tutti. Dio non è qui a rompere le palle, possiamo essere eterni adolescenti, tingerci i capelli di blu, smettere di sposarci o sposarci con chi ci pare, quando ci pare, come ci pare, quante volte ci pare, ma fermiamoci un attimo a riflettere, cari utenti e care utentesse. Siamo davvero sicuri di vivere in un sistema libero? Questo Sanremo è l’emblema di quanto il terrore di offendere qualcuno costringa noi singoli all’autocensura. Non c’è più bisogno di olio di ricino, di purghe staliniane, di lager. Siamo bravissimi da soli a morderci la lingua prima di dire qualcosa che possa far del male al prossimo e, ciò nonostante, pesteremo comunque una merda prima o poi e ce la faranno pagare con la gogna dell’indignazione di massa. Ripenso a Loredana Berté, che porta le scarpe rosse sul palco come simbolo di condanna alla bolla mediatica del femminicidio, invitando le donne a denunciare il loro uomo al primo schiaffo e vedo Amadeus che annuisce con scarsa convinzione, terrorizzato dopo il merdone dello scorso anno sulla donna di non ricordo chi, capace di stare sempre un passo indietro, consapevole del fatto che se provasse come minimo ad argomentare che il fenomeno della violenza di coppia è molto più complesso e che esistono vari tipi di violenza, alcuni molto sottili, sarebbe sommerso di merda e la sua carriera sarebbe probabilmente finita. Provate a dir qualcosa contro una donna, un omosessuale, un nero in quest’epoca. Provateci, forza. Non potete? Ma tu guarda. E sapete perché non potete? Perché dirlo equivale a violare un tabù, un dogma, esattamente come bestemmiare negli anni Cinquanta. Quello che poi mi fa sorridere è che i Negramaro che cantano “4 Marzo 1943” di Lucio Dalla vengano dipinti come dei rivoluzionari, quando in verità tutto questo è assolutamente consentito e non corrono alcun pericolo. Al contrario, sarebbero stati sommersi di letame se avessero solo osato cantare “Voglio una donna” di Roberto Vecchioni.

Comunque vi faccio i complimenti, bel risultato che avete ottenuto, bravi, bis. Avrete temporaneamente ucciso Dio, ma avete instaurato una nuova religione laica, ugualmente soffocante.

Con l’aggravante che, al posto di Ruini, ci troviamo uno come Lorenzotosa a farci la morale.

Lorenzo. Tosa.