Si Scende Giù nell’Ade

Si scende giù nell’Ade, ormai ribolle
la lava delle verità sommerse,
ch’emergon con sanguigna furia folle.

E splende, ormai t’invade, delle perse
battaglie quel ricordo, verso un colle
sognato; restan ceneri già asperse.

E preghi e speri, ora agisci, fanciulla,
fuggi da quel ch’or ti fotte, or ti culla!

Ruggiti

Tramonti che s’alternano a ruggiti
che vengon da leoni chiusi in gabbia,
che per congiure caddero, traditi;

e lenti si sprofonda nella sabbia,
e s’odon di neonati già i vagiti,
proviene dai primordi quella rabbia.

Sol si può agire, aspettare, sperare
e continuar questa vita ad amare!

Vecchi Dolori

A volte bruciano vecchi dolori,
s’avverton come fiamme dentro al petto
ricordi che tramutan ogni affetto
in nero, che soverchia altri colori;

bruciano meno e hanno nuovi sapori,
di tradimento e abbandono han l’aspetto,
ma restan lì, non mi chino al cospetto
e attendo si dissolvan, quei livori.

E la ferita diviene un passaggio,
stretto ed angusto, ma un passo in avanti
verso una luce ormai placida, calma;

e quel bruciare diviene un messaggio,
spengo i pensieri, è questione d’istanti
e troverai nuova pace, o mia alma!

Aragna Tela

Chi sente scorrer vita guarda audace
dinanzi a sé, crüòre del suo cor;
repente invita e corre, arde mordace!

L’aragna tela nota già venena,
romanzi che dolor dan, cui si mor,
montagne nella notte, luna piena.

Conscesa pel fastigio, laborioso,
difesa d’un servigio ch’è vischioso.

Ancora Al Chiuso

Attesa, nella gravità ch’è assente
nel qui, bambagia grigia che, sospetta,
così, m’adagi, bigia, ma sei infetta;
ottusa, dell’oscurità servente.

Ripresa di speciosità, si mente
a chi, qui, indugia ligio, ma rifletta
al dì che già al prestigio s’erge eretta
la resa alla viltà, ad un espediente.

Chiudici a chiave, docente vigliacco!
Hai tra le mani dei nastri di seta,
intento, mozzi le gole a conigli,

unici schiavi, lo ostenti e dai scacco;
sia mai il domani, siam mostri di creta,
ordente, insozzi le suole ai tuoi figli!