Flusso di Coscienza

Mi piace pensare al fatto che se seguite questo blog, siete fondamentalmente degli scoppiati figli di buona donna, in fin dei conti un po’ soli contro il mondo, tormentati dai vostri lati oscuri che vi ostacolano nel vostro tentativo inutile di essere sempre sul pezzo, perfetti, puntuali, ambiziosi, buoni cristiani, buoni padri e madri di famiglia. Ecco perché questo spazio si propone di essere un approdo ove potrete trovare un po’ di ristoro, qualche vivanda e un letto caldo, forse un po’ di solidarietà, sentirvi tutto sommato non così diversi dagli altri, percepire che, forse, i vostri tormenti, le vostre paure, i vostri dubbi, le vostre perplessità, il vostro pasticciaccio di sentimenti, dove confondete nostalgia e tiepida e sbiadita sicurezza con amore, rapporti di vecchia data logori e stantii per amicizia, odio atavico verso i vostri genitori per amore e rispetto nei loro riguardi, sono gli stessi di chiunque altro, anche di chi manifesta felicità posticcia a suon di autoscatti e vacanze in Salento, con i loro sorrisi contriti da figli di puttana, con le mascelle dolenti per lo sforzo di dover non solo ostentare gioia, ma anche di dover soffocare, rimuovere tutto il magma inconscio del proprio squallore e della propria miseria umana.

Sappiate che potete scrivermi e confidarmi i vostri tormenti, anche in forma anonima. Tempo fa inaugurai la rubrica “La Posta di Dino”. Ovviamente non aspettatevi alcun buon consiglio, al contrario le risposte saranno acide e beffarde affinché noi tutti si apprenda a non prendersi troppo sul serio. Del resto, non abbiamo tutto questo tempo, altro non siamo che un peto di Dio mutatosi geneticamente e masochisticamente, in attesa di divenire concime per la terra con lo scopo di generare forme di vita più sensate.

Del resto, questo non è lo studio di un fottuto strizzacervelli. Per quello potrete rivolgervi tranquillamente al mio amico Massimo Recalcati, allievo naturale di Lacan, naturalmente pronunciato alla francese.

Italia-Galles 1-0

Vittoria di misura degli Azzurri sui Draghi Rossi. Un risultato che fa onore alla nostra nazionale, che ha giocato la partita risparmiando un po’ di energie per le fasi finale del campionato europeo e che consente un agevole accesso agli ottavi di finale. Faccio fatica a definire il gol di Pessina come un tocco di classe o una gran botta di culo, infilando la palla nell’angolo destro della porta gallese lì dove Ward non ci sarebbe mai arrivato.

In ogni caso, a prescindere dalla bella prestazione e dalla gioia nel vedere una nazionale italiana finalmente promettente, dopo la lunga traversata nel deserto della mancata qualificazione ai mondiali del 2018, purtroppo emergono dei profondi aspetti negativi di carattere chiaramente politico. Difatti, mi preme ricordare che, prima dell’inizio della partita, solo sei giocatori italiani su undici si sono inginocchiati per Black Lives Matter e chiaramente non possiamo fare altro che condannare questo gesto altezzoso che tradisce il pensiero politico di taluni calciatori. Come si permettono questi ragazzacci di non aderire a un’iniziativa che ha probabilmente contribuito a ridurre il razzismo del 37.4%, non so rispetto a cosa, ma comunque lo ha ridotto? Oltre a questo, emerge un ulteriore aspetto inquietante, che forse è sfuggito ai più: con questa vittoria, gli azzurri hanno raggiunto un numero di risultati utili consecutivi pari a trenta, eguagliando il record di Vittorio Pozzo, il commissario tecnico della nazionale campione del mondo nel 1934 e nel 1938, gli anni in cui il regime fascista raggiunse l’apice del suo potere.

Da questi due aspetti sopra menzionati, risulta evidente che questa nazionale ha chiaramente delle simpatie fasciste, lo stesso concetto di amore per la patria è un concetto fascista. Il rifiuto di alcuni giocatori nel sostenere Black Lives Matter ne costituisce degno certificato di garanzia.

Hanno ragione Tosa, Delprete, Tommasi, Michela Murgia, sta tornando il fascismo, ma stiano in guardia, questi cosiddetti fascisti: noi, sostenitori del Black Lives Matter e del ddl Zan, non lo permetteremo mai. Terremo alta la guardia e concentreremo le nostre energie unicamente nella nostra battaglia antifascista, fregandocene financo delle aziende che chiudono, delle casse integrazioni e dello stato della nostra economia, affinché questo cosiddetto “Roberto Mancini” la smetta di scimmiottare un commissario tecnico vissuto in una delle epoche più buie della storia d’Italia.

Concludo dando un suggerimento alla FIGC: è bene che il prossimo commissario tecnico sia una donna di colore, in modo che tutto questo non accada più.

Liguria e Cantieri

È bello svegliarsi la mattina. Nient’altro da aggiungere a questa affermazione, visto che ieri sono stata sottoposta anch’io alla famigerata vaccinazione e nessun sintomo mi sta affliggendo, a parte un lieve indolenzimento al braccio, un po’ di debolezza e una lievissima dissenteria. Difatti, dopo aver fatto colazione, ho avuto un urgente bisogno di recarmi al gabinetto e, una volta terminata la mia seduta liberatoria, mi sono alzato e ho dato un’occhiata a quanto prodotto, trovandomi faccia a faccia con Andrea Scanzi. Certo, nei prossimi giorni i sintomi potrebbero aggravarsi e, in tal caso, forse occorre iniziare a cercare un erede che si assuma la responsabilità di portare avanti questo blog qualora passassi a peggior vita. D’altro canto, questo blog sta letteralmente cambiando il mondo, da quando ho deciso di dedicarmi alla scrittura, la politica e i principali mezzi d’informazione stanno letteralmente tremando, sono letteralmente terrorizzati dalla potenza di fuoco delle mie opinioni, supportate tra l’altro da una base di fan estremamente voluminosa. Naturalmente, spero che tutto questo mi porti come minimo a diventare direttore di qualche testata giornalistica importante, per poi entrare successivamente in politica e assicurarmi un posto da parlamentare, con l’unico scopo di poter pagare due euro per un pranzo completo e cinquanta centesimi per la messa in piega dal parrucchiere di Montecitorio, in modo da scatenare l’indignazione delle reti sociali, i quali pubblicheranno foto degli scontrini incriminati accompagnandoli con didascalie sgrammaticate pregne di indignazione, lo stesso popolo che se si trovasse davanti il politico contestato in carne e ossa sarebbe lì in ginocchio a baciargli il culo, tremante come una foglia.

Ma non divaghiamo. A quanto pare i miei desideri sono stati esauditi. Qualche giorno fa, ho espresso il mio disappunto nei confronti dei lombardi che si recano in Liguria nei fine settimana, intasando le autostrade e lasciandomi sola qui, circondato dal grigio, dal cemento, dal caldo soffocante e dalle zanzare. Questa notizia di oggi, secondo cui le autostrade liguri si sono trasformate in un eterno cantiere, non può far altro che deliziarmi e migliorare la mia giornata, che inizia con il piede giusto e conferisce un po’ di brio alla mia triste vita. Sono sicura che il Corriere ha pubblicato la notizia prendendo spunto dal mio post, ne sono convinta, ormai posso definirmi un’influencer affermata e a breve potrò iniziare a lucrare come una merda sui contenuti che propongo.

Mi fermo un momento a riflettere, odo gli uccellini cinguettare fuori dalla finestra del mio studiolo e realizzo al contrario un’amara verità: è molto probabile che se pubblicassi un libro, non lo leggerebbe neppure mia moglie.

E farebbe bene.

Turchia-Italia 0-3

Ieri sera abbiamo assistito a una grande prestazione degli Azzurri contro una Turchia che mi ha ricordato la mia compagna di liceo Irenelucia, ai tempi la secchiona della classe, rigida, frigida e impaurita dagli approcci degli uomini, motivo per cui si è sempre dimostrata chiusa e sulla difensiva, costantemente nella sua metà campo, non consentendo alla squadra avversaria di trovare un varco attraverso cui penetrare. Bene, tutto questo è avvenuto fino alla prima metà delle scuole superiori. Al termine del primo quadrimestre del terzo anno, Irenelucia ha conosciuto Giancosimo, studente del quinto anno che, con grande delicatezza e poesia, le ha insegnato a non temere di lasciarsi andare e ad aprirsi gradualmente. Inizialmente, Giancosimo l’ha invitata a procurarsi piacere da sé, in modo che potesse cominciare ad assaporare le gioie della sessualità. Irenelucia si è gradualmente aperta, dapprima dandosi all’autoerotismo, sperimentando il primo orgasmo autoindotto. Dopo diversi mesi, ha finalmente deciso di lasciarsi andare, concedendosi a Giancosimo. La prima volta, Irenelucia era alquanto tesa, oserei direi immobile, ma ciò nonostante, Giancosimo è riuscito a procurarle piacere, un piacere che ha consentito finalmente alla nostra amica di aprirsi completamente, finché, verso la fine dell’ultimo anno, Giancosimo e Irenelucia non si sono lasciati andare in un’insigne scopacciata, un amplesso consumato con eleganza e furia taurina, che ha consentito a Irenelucia di mettere da parte finalmente ogni tipo di inibizione

Scrivo tutto questo e mi viene in mente che faccio parte di quelle persone che finge di fregarsene del calcio per darsi arie da intellettuale e da persona mite. In verità, tendo spesso a dimenticare che Europei e Mondiali di calcio tirano fuori il peggio di me. Guardare una partita di calcio della nazionale con il sottoscritto significa assistere a uno spettacolo indecoroso, fatto di bestemmie, urla bestiali, vituperi e improperi basati su qualunquismo dozzinale, razzismo e stereotipi beceri sulla provenienza geografica della nazionale avversaria, infarciti naturalmente di commenti vergognosi sulla situazione politica del paese in questione, sulla sua forma di governo, sfociando talvolta anche in commenti spietati relativi alle credenze religiose, alle usanze e alle tradizioni.

Le partite della nazionale sono per me un autentico scontro di civiltà, in realtà un modo per vomitare tutta la mia frustrazione di una vita orribile e soffocante.

Mi sento meglio ad avervelo detto. Possa Dio avere pietà di me.

Christian Jessen e la Festa della Repubblica

In molti me lo avete chiesto, ho letteralmente la posta e la chat intasata dalle vostre richieste insistenti. In realtà, non è assolutamente vero, non mi caga nessuno e sono sola e randagia come una cagna in calore. Tutto quello che scrivo sono mie iniziative personali e, qualora dovessero arrivarmi dei suggerimenti da parte vostra, farei finta di non conoscervi o peggio vi coprirei di insulti perché i vostri buoni consigli sono solo un modo per sentirvi indispensabili per qualcuno, necessari, importanti. In verità, siete esattamente nella mia stessa condizione, solo che non lo sapete. Nessuno vi ama, non vi ama vostra moglie, non vi ama vostro marito, non vi amano i vostri amanti, non vi amano i vostri figli, ma soprattutto, siete uguali ai vostri genitori, pur cercando di comportarvi facendo l’esatto contrario di quanto vi hanno inculcato, ma, mi duole dirvelo, non siete credibili. La ribellione è l’altra faccia dell’accondiscendenza.

Ma non divaghiamo, mi sembrava giusto fare questa introduzione per mettervi a vostro agio e farvi sentire a casa. Considero questo spazio alla stregua di un salotto buono, nel quale siete miei graditi ospiti ai quali amo servire pietanze forse talvolta un po’ amare, indigeste. In ogni caso, ci tenevo a riportare la seguente notizia: pare che Christian Jessen , il conduttore britannico che in una trasmissione aveva a suo tempo sostenuto che il Covid-19 fosse una scusa degli italiani per non lavorare, sia finito in bancarotta. Ricordo quanto le sue affermazioni avessero suscitato l’indignazione del nostro popolo, ferito nell’orgoglio in un momento tragico, a pandemia appena avvenuta, pandemia che tanto dolore e sofferenza ha causato alla nostra terra, mentre pugnace soleva battersi a suon di canti sui balconi, facendo fottere di paura il virus, il quale effettivamente ha tagliato subito la corda intimorito dalla nostra coesione e unità.

Ecco, con la presente intendo esprimere la mia più sentita e totale solidarietà al signore di cui sopra. C’è invero un unico motivo per cui si è scatenata tanta indignazione a seguito delle sue affermazioni sulla nostra pigrizia: aveva pienamente ragione. Siamo un popolo di viziati, pigri, grassoni, parassiti, ruffiani, servi, leccaculi, pavidi, incapaci di prendere una posizione chiara, lesti a saltare sul carro dei vincitori e a gettare fango sugli sconfitti, taccagni e risparmiatori patologici con modalità da anali-accumulatori, ammalati di familismo e spaventati da tutto ciò che è esterno al nostro nucleo familiare originario, incapaci di collaborare e pronti ad accoltellare alla schiena chiunque cerchi di pisciare nel nostro orticello.

Sia chiaro, sto parlando anche di me. In ogni caso, il mio nuovo amico Christian ha organizzato una raccolta fondi per poter ottenere sostegno a seguito dei suoi attuali problemi di salute ed economici. Nei commenti, troverete il link dove potrete generosamente donare quanto vi sentite per poter dare una mano a questo ragazzone un po’ discolaccio forse, ma senza meno un paladino della verità. Stai tranquillo Christian, ci penso io a difenderti, hai trovato una nuova amica.

Ah, dimenticavo. Con questa mia missiva ci tenevo anche ad augurarvi buona festa della Repubblica.

Måneskin ed Eurovision

Oggi è finalmente una bella giornata, il cielo è grigio e sta piovendo a dirotto, vi è un magnifico maltempo che sarà senza meno foriero d’ispirazione.

Ho ricevuto numerosissime missive che mi implorano di dare la mia opinione sulla vittoria dei Maneskin all’Eurovision. In realtà non è vero, la mia casella di posta è piena zeppa di spam, nessuno giustamente caga questo blog, forse a causa della lungaggine e della pedanteria dei miei post, generalmente costituiti da periodi chilometrici, interrotti solo di rado da un punto. Probabilmente dovrei adeguarmi al trend. Per incrementare il numero di “follower”. Utilizzare frasi secche. Concise. Dirette. Come suole fare il mio grande amico Lorenzo Tosa. Nonché direttore. Di Nextquotidiano.

Ma non divaghiamo, facciamo finta che sia vero, che davvero questa pagina abbia centinaia di migliaia di seguaci che mi scrivono tutti i giorni per avere un’opinione su quanto accade nel mondo, nella sciocca convinzione che io sia una sorta di guru o maestro di vita capace di indicare la via e supponiamo per assurdo che qualcuno abbia davvero richiesto il mio punto di vista su questi cosiddetti “Maneskin”. So benissimo di non averlo scritto correttamente, se non sbaglio ci va una specie di accento sulla “a” o sulla “e”, ma francamente non ho voglia di sforzarmi di trovare il carattere ASCII esatto, per cui accontentatevi.

Dicevo, cosa ne penso dunque di questi “Maneskin”? Credo che questi quattro birbantelli forniscano lo spunto per un discorso molto più generale, in merito alla mediocrità dell’arte prodotta in questi ultimi anni, mediocrità causata dal consumismo e dalla morte di Dio. Viviamo in una società che ha anestetizzato le passioni, sorretta, si fa per dire, da una generazione che ancora idealizza i propri genitori. Certo, non ci sono più i baffuti padri esemplari che nel privato prendono i figli a cinghiate, ma abbiamo il dominio protettivo e soffocante di madri a loro volta figlie eterne che hanno messo al mondo prole per spirito di competizione nei confronti di altre donne e per accontentare le aspettative genitoriali e sociali, responsabili di aver tirato su una manica di ultratrentenni tardoadolescenti castrati e infantili. La convinzione di vivere in un paese dei balocchi ha fatto sì che questi ultimi abbiano smesso di ascoltare le proprie ferite esistenziali e di utilizzarle come fonte creativa. Davvero qualcuno vuol farci credere che i Maneskin possano in qualche modo definirsi rock? Sarei proprio curioso di sapere cosa ne penserebbero al riguardo Jimi Hendrix, i Deep Purple, i Led Zeppelin, gli AC/DC, i Pink Floyd, i Queen, i Lynyrd Skynyrd, gli Eagles, i Nirvana, i Pearl Jam, gli Alice in Chains, i Foo Fighters, i Metallica, i Megadeth, i Rush, i Dream Theater.

In tutto questo, vi è un’ulteriore aggravante: le nuove generazioni anestetizzano il proprio dolore tramite le reti sociali e l’utilizzo compulsivo delle nuove tecnologie. Credo, al contrario, che il materiale dei Maneskin, in conclusione artisti di regime che piacciono tanto al Corriere e a Repubblica esattamente come Maurizio Crozza, sarebbe di gran lunga di migliore qualità se questi fossero davvero una manica di tossicodipendenti cocainomani o eroinomani. Lo diceva Bill Hicks, in maniera diversa, ma abbiamo avuto grande musica rock tra gli anni Sessanta fino alla fine degli anni Ottanta forse proprio grazie alle droghe.

Ecco perché mi sento di dire al buon Damiano di non prendersela per le accuse dei cugini transalpini nei loro riguardi sul consumo di cocaina. Al contrario, mi sento di darvi un consiglio da amica: cominciate davvero a fare uso di droga, sono sicura che la vostra musica migliorerà e i vostri testi raggiungeranno una notevole profondità.

Detto ciò, vi saluto e vado a farmi una pera. Buona giornata. Vi lascio con i Rush.

Nuova Chiesa Cattolica

Quest’epoca impregnata di continue rivoluzioni progressiste non ha ancora portato l’innovazione necessaria all’interno della Chiesa Cattolica. Trovo che i tempi siano ormai maturi per un cambiamento che si fa sempre più necessario e urgente all’interno di un’istituzione ormai vetusta e assolutamente non in linea con il paradiso dei diritti che si è venuto a creare nel nostro occidente moderno e positivista. Mi permetto di suggerire una serie di modifiche da apportare ai sacri testi e al nostro catechismo, nella speranza che i miei suggerimenti possano dar luogo a un dibattito fruttuoso e foriero di spunti per proseguire con la nostra lotta, la nostra eterna battaglia, condotta da noi donne, madri, operaie, impiegate, lavoratrici, eroine dei nostri tempi, ma soprattutto, multitasking, qualsiasi cosa significhi.

Innanzitutto, è bene far guidare la Chiesa da due sommi pontefici, uno bianco e uno nero, senza distinzione di sesso. Questa diarchia darebbe senza meno un tocco di classe e modernità alla Chiesa fondata da Nostro Signore, non solo per l’eleganza dovuta al gradevole abbinamento di colori, ma anche perché ciò porterebbe a una necessaria integrazione con il concetto di Yin e di Yang derivante dall’antica filosofia cinese e dal Taoismo, dando una spruzzatina di oriente che fa sempre un gran figurone. A questo, dovrà naturalmente seguire una totale rivisitazione della Sacra Bibbia, in un’ottica favorevole ai diritti degli omosessuali e delle donne, nell’ambito della quale Dio Padre venga sostituito con Dea Madre, donna onnipotente, castrante e accentratrice, la quale, nel Nuovo Testamento, decide di mandare sulla terra suo figlio Gesù Cristo, un ragazzone al contempo viziato e succube della sua volontà soffocante, il quale non avrà alcuna voglia di lavorare come falegname presso i suoi genitori adottivi Giuseppe e Maria e deciderà di passare il tempo a bighellonare tra un aperitivo e l’altro con una dozzina di amici scalmanati e mattacchioni, ironicamente soprannominati da lui stesso “gli apostoli”. Gesù stringerà un’amicizia particolare con “l’apostolo” Giovanni e avrà una relazione con quest’ultimo, attirandosi le gelosie di Giuda, innamorato da sempre di lui, ma vittima di una dipendenza affettiva che lo renderà appiccicoso e bisognoso e che porterà Nostro Signore a tenerlo alla larga. Giuda si vendicherà delle attenzioni non ricevute segnalando il suo grande amore a una banda di transomofobi, che lo uccideranno a suon di calci e pugni nel corso di una scampagnata sul Golgota-Calvario, per poi inchiodare il suo corpo a una croce di legno. Maria si recherà sul luogo del misfatto con Giovanni e l’amica Maddalena e, a causa del dolore per la perdita di suo figlio, diverrà isterica e imprevedibile, andando a compromettere il rapporto con suo marito Giuseppe, il quale, un giorno, esasperato dall’ennesima scenata fuori luogo, la ucciderà a colpi di accetta per poi togliersi la vita, macchiandosi del primo femminicidio della storia dell’umanità.

Se me lo consentite, questa riscrittura dell’Antico e Nuovo Testamento consentirebbe tra l’altro di far sì che il femminicidio e la transomofobia vengano annoverati tra l’elenco dei peccati mortali, declassando l’aborto a peccato veniale, a pari merito con la masturbazione e garantendo a donne, omosessuali e trans di accedere al sacerdozio, oltre che introdurre la possibilità di declassare gli attuali sacerdoti al grado di “suori” e “perpetui” delle nuove sacerdotesse della Nuova Chiesa Cattolica.

Scrivete “Awomen” e condividete, cazzo!

Una Giornata di Sole

Oggi è nuovamente una giornata di sole, motivo per cui non sono esattamente di buon umore. Il maltempo si è nuovamente guastato e questo sicuramente non mi aiuta a lavorare e a portare avanti i miei progetti. Di fatto, la luce del sole illumina le mie ombre, i miei lati oscuri e, di conseguenza, non mi risulta possibile attingere al pozzo nero della mia anima corrotta, al servizio del pensiero comune e del conformismo. Come ben sapete, preferisco lavorare nel torbido, nell’ambiguità, ove tutto è nebuloso, poco chiaro, indeterminato. È lì che sono a mio agio, in contesti poco chiari mi sento invero a casa e da lì, da questa imprecisa torre d’avorio, posso osservare voi piccoli umani, chiusi nelle vostre certezze di plastica, abitanti di castelli di carta che cadono giù con un semplice alito di vento, sognatori ambiziosi con la convinzione che i vostri desideri si realizzeranno senza sforzo alcuno, che il vostro cammino sarà lineare, figli a vita di genitori a loro volta figli a vita.

Insomma, è questa la lettera di presentazione che intendo mandare alla redazione di Repubblica per farmi assumere come giornalista.

Cari amici e care amichesse, credete che ce la possa fare?

Vaccini e Fedez

Con molto rammarico prendo atto che tra pochi mesi saremo a piede libero. È stato alquanto curioso vivere alla stregua di un’eremita, qui nella mia piccola magione a Nosate, in un minuscolo monolocale in affitto di venti metri quadri con bagno cieco, insieme al mio bassotto Gramellino. Mi mancherà restare chiusa nel mio guscio, non dover esibire scusa alcuna per non frequentare le mie presunte amiche, poter passare giornate intere senza farmi il bidet, sapendo che nessuno sospetterà mai a cosa è dovuto l’odore di aringa affumicata a casa mia.

In questi lunghi mesi, e lo scrivo con le lacrime agli occhi mentre un nodo mi si stringe in gola, ho riscoperto finalmente l’Italia che sognavo da sempre: una comunità di gente rispettosa delle regole, salvo le dovute eccezioni naturalmente. Ripenso a quei lazzaroni dei tifosi interisti, che hanno rischiato di vanificare gli sforzi fatti dai nostri medici e infermieri eroi, ma soprattutto dai nostri amatissimi delatori, i quali leggo che, grazie a Dio, continuano a prodigarsi e a svolgere il loro sacro dovere nei confronti della nostra Repubblica, segnalando chiunque violi le regole e denunciando i propri vicini, seguendo l’esempio di Alessandro Gassmann, uomo dalla schiena dritta e rispettoso della legge. Sono sicuro che costoro si comporterebbero allo stesso modo qualora s’imbattessero in un furto d’auto, in una rapina o in una rissa, magari in qualche quartiere malfamato.

Intanto, mi diletto nell’osservare le avventure del nostro Fedez, questo rapper ribelle e talentuoso, divenuto d’un tratto, milionario sposato con una milionaria, rappresentante delle macerie della sinistra italiana, in prima linea per l’approvazione della legge Zan, baluardo dei diritti civili acclamati a gran voce da un elettorato eternamente adolescente e disoccupato, che usa genitori e nonni come welfare accontentandosi di stage non retribuiti per una paura fottuta della vita e dei possibili calci nel culo che questa è in grado talvolta di riservarti. Caro Federico Leonardo Lucia, sappi che hai trovato un’amica, sono dalla tua parte, picchia duro, soprattutto contro i partiti di opposizione. Gli artisti veri sono i “conformisti travestiti da ribelli”, come cantava il sottovalutatissimo Marco Masini. Dagliele sode a Matteo Salvini e a tutti quei razzisti della Lega, nessuna benevolenza nei confronti di un noto nazifascista, di un uomo che ha fatto del razzismo la sua bandiera e che alle prossime elezioni trasformerà sicuramente l’Italia in uno stato totalitario, magari decidendo tutto a colpi di decreti ministeriali, senza passare per il Parlamento e sfruttando i vuoti normativi della nostra Costituzione, magari chiudendo i confini non solo nazionali, ma anche regionali, costringendoci in casa a suon di varianti libiche, super varianti del Congo Belga, iper varianti cicciobombe della Somalia Italiana e giga-super-variantone dell’Antartide del Nord. Un momento, cazzo, questo è già successo se non ricordo male, o mi sbaglio?

Insomma, abbiamo vissuto un anno e mezzo di grande espressione di democrazia, finalmente tutti hanno diritti, pur agli arresti domiciliari, ma credo che occorra andare incontro anche ai feticisti, ai sadomasochisti e ai voyeur. Per quale motivo lo stato non riconosce i diritti dei cuckold? Perché non posso sposarmi in comune portando il mio schiavo al guinzaglio, magari terminando la cerimonia con una bella gang bang con tutto il consiglio comunale di Spernate Sul Volto, in un virulento baccanale fatto di “camsciotti” assieme a sindaci, sindache, assessori e assessoresse? Legalizzate ogni fantasia sessuale, porca puttana, voglio che lo stato riconosca il mio diritto di eccitarmi mentre guardo mio marito che mangia uova al tegamino nudo indossando unicamente un paio di mocassini!

Tutto questo finirà, tra non molto, cari utenti e care utentesse, tutta questa retorica da guerra, di quattro coglioni che si sentono soldati al fronte mentre si masturbano su Instagram in pigiama sarà a breve un lontano ricordo, ma state tranquilli: si inventeranno qualcos’altro per irritarci.

Noi, come soleva dire il mio professore di filosofia alle superiori, non possiamo fare altro che difenderci “con un bel pernacchio”.

Decidete voi, da dove farlo uscire.

Vaccini e Virologi

Un terzo della nostra fiera popolazione ha ricevuto la prima dose di vaccino, quasi un decimo entrambe le dosi. Non posso che dirmi orgogliosa dei miei concittadini, un popolo di valorosi guerrieri, che fin dalle prime avvisaglie di questa battaglia contro il nemico invisibile ha dato prova di grande coraggio, rintanandosi in casa, cagandosi addosso e sputtanando presso le forze dell’ordine chiunque violasse le regole imposte dai DPCM di Contiana memoria, esempio purissimo di democrazia e di attuazione della nostra Costituzione. La cosa che mi ha riempito il cuore di gioia è stato vedere finalmente un popolo coeso, unito, che ha manifestato il proprio spirito patriottico e il proprio attaccamento alla madrematria con canti e musichette festose dai balconi. È stata in verità una grande occasione per riscoprirci comunità, famiglia, uniti dal nostro sventolante tricolore, sorelle e sorelli legati dalla fortezza d’animo di chi non si lascia schiacciare dalle avversità, sempre con il sorriso sulle labbra, resilienti.

Un plauso va naturalmente anche alla comunità scientifica, in particolare all’umiltà che tutt’ora dimostrano i nostri scienziati e medici, i quali hanno dato prova di unità e di capacità di mettere da parte il loro ego e la loro boria, per collaborare attivamente, mettendosi reciprocamente in ascolto empatico, alla ricerca di soluzioni condivise nel nome del bene comune. Mi riferisco naturalmente a Bassetti, Galli, Crisanti, Zangrillo: a loro va il mio sentitissimo grazie, siete un grande esempio da seguire, per il progresso scientifico e del nostro paese.

Non manca molto, a breve saremo tutti vaccinati e saremo pronti a tornare sul campo, con i nostri sogni, i nostri desideri, la nostra voglia di vincere e di farcela, cavalieri moderni ed eroine multitasking ed efficienti, donne, madri, lavoratrici, che, d’un tratto, saranno disarcionati e andranno inesorabilmente e inevitabilmente a schiantarsi al suolo, come accade sovente alla sottoscritta, la quale dopo ogni cazzo di caduta diviene sempre più disincantata e distaccata.

Meglio così, alla fine esiste un solo posto pieno di persone insostituibili e indispensabili: si chiama cimitero. Andate a farvi un giro, di tanto in tanto, a commemorare i vostri cari defunti, i quali dalle loro cazzo di lapidi vi guarderanno con espressione accigliata, uno sguardo torvo che suona come un “ti stiamo aspettando, figlio di puttana, tra non molto tocca a te”.

Ora, smettetela di sognare grandi imprese e andate a fare la spesa, prima che chiuda il supermercato.