Orpello

A te, che dopo quasi dieci anni,
a me confidi un sì grande dolore,
non sopraggiunga mai chi ti condanni.

Il dono che mi fai è per me un onore,
fanciullo, fosti vittima d’inganni
cui strascichi s’avverte ancor l’odore.

Che trovi pace il tuo cuore, fratello,
sol ora so: il tuo scherzare è un orpello.

Villaggio

E quanto rumor fan l’anime in pena,
che san che non avranno mai risposte
da nobili caduti a pancia piena.

E furon, sai, speranze mal riposte
in pavidi che ridon come iena
tenendo verità sì ben nascoste.

Il tempo di salpare è presto giunto,
lontano da un villaggio ormai consunto.

Incontri e Addii

Incontri e addii questo tempo che passa
scandiscono, e ritornano talvolta
ricordi che memoria avea sepolta
d’amici cui membranza mi rilassa.

Un’epoca d’un’alma ch’in matassa
di nodi costringeva ed era avvolta;
lo veggo con chiarezza, è ormai disciolta
e tutto quel dolore s’oltrepassa.

Ritornano fratelli di quell’era,
rinati, frastornati dalla vita
che a volte duri colpi sa ferire;

eppur bisogna starci nel patire,
perché la gran virtù venga carpita:
pazienza, dona forza, quella vera.

Cambiarsi d’Abito

Cedon le mura, ed in fiamme i miei occhi
vedon castelli d’un florido regno
ora crollare per man di tre allocchi;

Fuggir è dura da un mondo sì indegno,
s’han mille scelte, ma troppi gli sbocchi;
per dove andare, a che ammonta il suo pegno?

Cambiarsi d’abito, è giunto il momento,
coi piedi a terra, resistere al vento!

Sciacalli

Sciacalli su un dolore familiare,
a fiaschi vengon fusi certi fischi,
la gente scende giù a manifestare;

le piazze ormai dimenticano i rischi,
da chi terrore vuole alimentare,
diffusi; non vogliam che ci s’invischi!

Che tutto questo finisca un bel giorno,
che questo scempio non faccia ritorno!

In Un Sogno

All’improvviso in un sogno l’apparve
e le sovvenne il ricordo remoto
di quell’amico vicino, devoto,
e come un tempo già tutto le parve.

La luce da quel corpo suo trasparve
e quanto proferito le fu ignoto,
ma quel suo sguardo vivo causò moto
nel cuore suo, finché egli non scomparve.

Le lacrime riempirono il suo volto,
di gioia e di dolore. Quell’istante
le parve quasi eterno, dando vita;

e un Dio lei ringraziò, per aver colto
quel dono del suo amico ormai distante,
di forte amor tremaron le sue dita.

Carni Vive

Ormai assuefatti a questa condizione,
imbavagliati come prigionieri,
giammai disfatti, desti, da inazione,
un anno è andato eppure sembra ieri.

Attendiam matti una vaccinazione,
appesi a dati (quanto veritieri?)
paiamo ratti appesi a una razione,
ma il danno è fatto, restano i pensieri.

E tu da quanto aspetti di tornare
infine ad abbracciare i tuoi affetti,
a stringer carni vive, anche ad amare?

Di spine al cuore, amare, son gli effetti
e affranto ci rifletti, a quanto pare
il fine è di penare, che t’aspetti?