Un Gesto d’Affetto

Le verdi foglie fruscian con il vento,
zittiscono inquietudi e frenesia,
sovente di dolor anestesia,
che non guardiamo mai, se non a stento.

E vedi spoglie, lascian te un po’ spento,
svaniscon gioventudi, che eresia!
Assenti i grandi amor, per amnesia,
ché non ci amiamo, sai, solo l’ostento.

Passano i giorni e di quel ragazzetto,
schiacciato e servo dell’altrui volere,
non resta che nostalgico ricordo;

un re sta, alquanto energico, un po’ sordo,
lanciato verso lotte di potere,
spera ritorni anche un gesto d’affetto.

Nomadi

Non siam che nomadi in cerca di casa,
anime in pena da sempre assetate,
senza una bussola, disorientate,
da nebbia questa via è talvolta invasa;

non si è mai monadi, d’ombre è pervasa
l’energia in piena, ma ben colorate,
non ci scombussolan cose scontate;
si debbia il cuor, è già tabula rasa.

E scivolan salate, per fatica,
le lacrime che lavano il dolore
e sciolgon vecchi nodi ormai più lievi;

e dolgon gli occhi, godi dei sollievi,
le acredini si levano e l’umore
sollevano. Lasciamo la via antica!



In Volata

E ci son giorni di frammentazione,
come dei vasi preziosi in frantumi,
in cocci, condannati all’inazione.

Potere o amore è la scelta; o miei Numi,
di questa vita è la gran dannazione,
cerco risposte, porgetemi lumi!

Meglio restar nella gabbia dorata,
per la paura d’un mondo sì ignoto?
Meglio un calore venefico noto,
o perseguir una vita in volata?

Noia

Giunge il momento di celebrar noia,
quel mare grigio in cui regna lo stallo,
che dell’azione è sovente il suo boia.

Tempo di tedio, ogne scelta rimpallo,
tocca infilarsi anch’in questa strettoia,
mentre divengo del vuoto vassallo.

Ma anche la nebbia rinfrange la luce,
o inestinguibile guida perenne;
porgi visioni che sono già in nuce,
lasciami uscir dalla rete, qui, indenne.

Galleggi

Ora galleggi, placida è ormai l’acqua,
le verdi chiome in luce, è primavera,
e che quel cinguettare giammai tacqua,
neppure a sera…

Fredde le mani, ma il cuore si scalda
per grazia di premure ed attenzioni,
collanti d’un legam che si rinsalda,
per buone azioni.

Ancor lontani: vicini bramati,
s’attenda ch’ormai s’apra questa gabbia,
che ci si ricongiunga ai nostri amati,
senza più rabbia.


Terra

Si giunga stanchi e sereni al tramonto,
saper ch’il dì seguente è un nuovo inizio,
che non ci esimerà da alcuno sconto.

O Dei, che non forniate alcun indizio;
son pronto a ogni sorpresa, ormai l’affronto,
so star sull’orlo del mio precipizio.

È giunta l’ora: la vita mi afferra,
saper cosa ci faccio sulla Terra.

Mattino

Il tempo scorre e spesso non viviamo
la vita che vorremmo per timori
atavici; lasciam perdere amori
e quella fiamma ardente noi spengiamo.

Eppur quante occasioni spesso abbiamo
di smetter d’esser cani come attori
di liberarci di vecchi rancori
verso color che sovente invidiamo.

È l’alba e il cielo nero si schiarisce,
volatili bisbiglian suoni acuti
nel fresco ricreante del mattino.

Chiaror ch’invita a non star più supino
dinanzi a carcerieri che stan muti,
padron d’un mondo grigio ch’assopisce.