Fotogramma

Si scioglieranno quei nodi contorti,
fintanto ch’occultati permarranno
già per omessa virtù nell’esporti,
un atto di viltà che causa affanno?

Perdonerai quei subìti già torti,
ch’ancor ti paion grande e grosso danno
per fare dono d’amori e conforti
e offrirti a quanti, forse, ancor non sanno?

Ancor dall’ulcer fiera emerge fiamma,
que’ prìstini fantasmi l’accompagna
non sarà l’acque a spenger, ché ristagna,

ma lagrima ch’il viso ancor non bagna
e resta lì, in sospeso, nel diaframma,
manente per un degno fotogramma.






Pianto

Sfere di vitro incastrate,
in questa gola deforme,
tagli, da lasciar le orme,
su questo petto, vibrate.

Brama d’imago e poesia,
per liberarsi dal giogo,
bruciante qual fosse rogo,
che gela l’anima mia.

Duro, sfiancato da’ lutti,
treman le crepe per fine,
sento schioppare le mine,
che l’acqua irrompa, ch’erutti.

Lìbran cascate salate,
ch’ìnfiamman l’occhi e le gote,
singulti e melodie ‘gnote,
l’alma mia tutta levàte.