Pianto

Sfere di vitro incastrate,
in questa gola deforme,
tagli, da lasciar le orme,
su questo petto, vibrate.

Brama d’imago e poesia,
per liberarsi dal giogo,
bruciante qual fosse rogo,
che gela l’anima mia.

Duro, sfiancato da’ lutti,
treman le crepe per fine,
sento schioppare le mine,
che l’acqua irrompa, ch’erutti.

Lìbran cascate salate,
ch’ìnfiamman l’occhi e le gote,
singulti e melodie ‘gnote,
l’alma mia tutta levàte.