Volo

E torni a libertà tant’agognata,
ritorni nella tana mentr’osservi
color che del passato restan servi
e schiavi d’una vita soffocata.

È dunque cosa giusta esser fuggita,
per dare già sollievo a que’ tuoi nervi
seppur traverso andrai sentieri impervi,
padrona ancor sarai della tua vita.

E soffri, ché chi è libero è anche solo,
ché schiavo fa sentir chi sta in catene
sicuro e soffocato in gabbie d’oro.

E lasciali, che restino tra loro,
ch’il sangue ribollisca nelle vene,
che l’ira sia il motore del tuo volo.

Armamentario

È sera, il sonno tarda ad arrivare,
le spalle dolgon per le corde strette
attorno a chi matasse vuol sbrogliare.

Come fuggir da queste sorde sette,
di ciechi adepti facil d’ammaestrare,
quando si è soli con le schiene erette?

Mare in tempesta, la riva è distante,
contro quell’onde ed il vento contrario,
soltanto puoi arricchir l’armamentario
e pazientare, nel tempo restante.

Fantasma

Sussurra il suo fantasma, sibillino,
scenari apocalittici dipinge,
ed in aceto muta anche il buon vino;

e spenge il suo deseo, ch’oggi non spinge,
l’invita a restar fermo, zitto e chino,
di nero la sua tela bianca tinge.

Ma che non tema sciagure e abbia fede,
abbia fiducia e s’immerga nel fiume,
attenda che gli Dei gli porgan lume,
chi vive libero a sé giammai lede!

Buona Festa della Mamma

Auguri a tutte le mamme, esseri speciali che tarpano le ali alla propria prole, castratrici di figli maschi, in competizione con le figlie femmine, verso le quali invidiano bellezza e gioventù, che utilizzano il senso di colpa e il dare e togliere amore a comando come forma di controllo.

Un grosso augurio a tutte le donne, madri, lavoratrici, eroine multitasking dei nostri tempi che ce l’hanno fatta, detentrici di prole parcheggiata dai nonni, i quali riceveranno un’educazione ottocentesca, indosseranno scarpe a occhio di bue e felpe di Topolino fino alle scuole medie e, una volta adolescenti, ve la faranno pagare cara, vi odieranno e diventeranno con buona probabilità dei teppisti o dei tossicodipendenti per attirare la vostra attenzione.

Cari figli e care figliesse, se avete delle madri così, affiancate da un marito mollusco che si defila dal suo compito educativo e delega il tutto alla propria consorte, complice silente della vostra frustrazione e repressione, scappate a gambe levate e non guardatevi indietro, vincete il vostro senso di colpa, trovatevi un lavoro e, una volta fuori da quella ragnatela incestuosa che sa di morte, vi aspetterà un mondo meraviglioso di libertà. Le difficoltà non saranno poche, certo, ma saprete almeno cosa significa vivere davvero.

Buona festa della mamma ❤

Galleggi

Ora galleggi, placida è ormai l’acqua,
le verdi chiome in luce, è primavera,
e che quel cinguettare giammai tacqua,
neppure a sera…

Fredde le mani, ma il cuore si scalda
per grazia di premure ed attenzioni,
collanti d’un legam che si rinsalda,
per buone azioni.

Ancor lontani: vicini bramati,
s’attenda ch’ormai s’apra questa gabbia,
che ci si ricongiunga ai nostri amati,
senza più rabbia.


Il Prezzo della Consapevolezza

Vi osservo e mi osservo, mi osservo e vi osservo. Vedo le belle speranze che popolano i nostri profili, sembra siamo tutti a un momento di svolta, abbiamo tutti in mente progetti, idee, desideri, sogni, aspirazioni, visioni. Posso leggere quanto pubblicate e, in quel momento, riesco a percepire le farfalle nello stomaco, quella sensazione di euforia che vibra, risuona in voi, che come un’onda parte dal vostro ventre e vi fa andare il sangue al cervello. Avete avuto finalmente l’intuizione che vi farà svoltare, siete a un passo dal cambiare vita, dall’ottenere quanto volete da questa esistenza, eccovi lì, pronti a scattare, preparati alla partenza, verso una nuova avventura, tutto questo finché, da bravi eterni ragazzini, non avrete spiattellato il tutto sui vostri profili social, a vostra madre e a vostro padre e ai vostri presunti amici, i quali troveranno naturalmente ogni tipo di motivazione per soffocarvi, tarparvi le ali e rimettervi in riga, impaurendovi e uccidendo la vostra libertà e facendovi tornare immediatamente nel vostro carcere esistenziale, il vostro lager dal filo spinato dorato.

Cercate però di essere un attimo indulgenti, orsù, temo di aver capito perché ciò avvenga. Volete sapere perché chi vi ama e vi vuole bene vi fa questo? Sapete qual è, forse, la reale e profonda motivazione? Bene, hanno semplicemente paura di perdervi. Il salatissimo prezzo da pagare per una vostra evoluzione o un vostro reale e concreto cambiamento vi porterà, nella purtroppo lontana e improbabile ipotesi che ciò avvenga, molto, ma molto lontani dagli affetti più antichi, non necessariamente geograficamente, ma in termini di vedute, di vita, vissuta e autentica, di verità, il che sarà senz’altro un bene per la vostra salute, visto che starete finalmente alla larga da gente che vi conosce da quando vi pulisce il culo e vi etichetta con lo scopo di incasellarvi e rendervi prevedibili, un esercizio del potere che serve a rassicurare chi vi ama che non sarà abbandonato. D’altro canto, l’amara constatazione è che se davvero voi sognatori e idealisti millennials metteste davvero in opera un reale cambiamento, dovrete, a causa di ciò, tollerare una montagna di senso di colpa e di dolore, che richiede una notevole tempra per essere smaltita, ma, soprattutto dovrete fare i conti con una libertà non sempre desiderata. Ebbene sì, la libertà, tanto immaginata e sognata, in verità terrorizza e, purtroppo, costringe anche a una solitudine esistenziale che porta a dover fare i conti con il nostro peggiore nemico, un nemico pronto a spararci addosso fantasmi, demoni in forma di rabbia, dolore, paure, ansie, angosce: noi stessi.

Davvero ragazzi, osservo i vostri profili, osservo i vostri progetti proclamati al mondo intero e, di conseguenza, sputtanati, sorrido come suole fare un buon padre di famiglia sulla soglia dei sessant’anni quale sono, e vi domando: siete proprio sicuri di voler fare una stronzata simile e di passare dall’altra parte della barricata?

Ehi, Dino, questo post fa schifo! Parlaci della fica di Gramellini! Facci ridere, bertuccia burlona!

Stasera no.

Nido

E sono giorni di grande speranza,
mentre all’esterno è un deserto silente,
alberi e sole fuor da questa stanza;

e tutto tace, un abbraccio già assente
da troppi giorni, in un tempo che avanza
muto, con l’urla ch’ormai giaccion spente.

D’un volo libero sogno il ritorno,
mentre al mio nido offro cura ed adorno.

Chiudeteci

Chiudeteci, comunque non ci avrete
e pur facendo scempio di diritti,
giammai ci cascheremo in quella rete;

le maglie son d’intrecci alquanto fitti,
ma noi siam pesci piccoli, vedrete,
siam liberi, per quanto ancora afflitti.

Ché conta esser sovrani dal di dentro
e darci dignità, restare al centro.



Aragna Tela

Chi sente scorrer vita guarda audace
dinanzi a sé, crüòre del suo cor;
repente invita e corre, arde mordace!

L’aragna tela nota già venena,
romanzi che dolor dan, cui si mor,
montagne nella notte, luna piena.

Conscesa pel fastigio, laborioso,
difesa d’un servigio ch’è vischioso.

BoJo e la Libertà

A volte ho dei dubbi su alcune dichiarazioni un po’ estemporanee di Boris Johnson e sui suoi comportamenti contraddittori, ma se il buonista patatoso Gramellini lo attacca nel suo “caffè”, probabilmente il primo ministro britannico ha detto una verità, affermando velatamente che siamo un popolo di pecore infantili incapaci di assumersi delle responsabilità senza dare delega al capetto di turno.
Presidente Mattarella, il punto non è che amiamo la serietà. Il problema fondamentale è che noi italiani ci prendiamo troppo sul serio.

“Siam pronti alla morte”, come no…