Principio

Un’alba s’erge da colli di grano,
al suon delle campane s’apron porte,
scialba deterge noi, soli, lontano.

Gli dei, per nulla umani, son vitali
di buon c’è ch’alle tane stiamo assorte,
da rei ci cullan mani di vestali.

Intero libro che s’ha da riempire,
in equilibrio col nostro patire.

Cadon Macerie

Cadon macerie al castello dorato,
solerti sudditi noi, avemmo in cura,
giacché, quel triumvirato rassegnato
per negligenza sua causò iattura.

E tocca ordunque proluder, nebbiato
dal meto infìdo, sottile paura,
per volger al diman sempre ignorato
e perseguir coscienza, la più pura.

È quindi tempo d’andar al cammino
pur lacerato, tirato da numi
opposti nel volere, dispettosi:

il primo, che scenari perigliosi
dipinge; l’altro, ch’eccede di lumi,
fa correr l’àlea e m’inebria di vino.