Orpello

A te, che dopo quasi dieci anni,
a me confidi un sì grande dolore,
non sopraggiunga mai chi ti condanni.

Il dono che mi fai è per me un onore,
fanciullo, fosti vittima d’inganni
cui strascichi s’avverte ancor l’odore.

Che trovi pace il tuo cuore, fratello,
sol ora so: il tuo scherzare è un orpello.

Siam Nudi e Soli

Siam nudi e soli, in questa dolce valle,
d’amari zuccheri l’avrà cosparsa
chi su di noi tramò alle nostre spalle
questa gran farsa.

Di te mi curo, fratello lontano,
e penso al male che ti porti dentro,
qualunque cosa faccia è fatta invano,
non mi decentro.

Per un po’ s’ama, in quest’intenso corso,
eterni istanti che lasciam morire,
nell’illusione che quel dolce morso
debba infinire.

Siam nudi e soli, e tali torneremo,
quando ormai sazi di quel pasto lauto,
quando ormai spenta quella fiamma avremo,
per far malcauto.