Cadon Macerie

Cadon macerie al castello dorato,
solerti sudditi noi, avemmo in cura,
giacché, quel triumvirato rassegnato
per negligenza sua causò iattura.

E tocca ordunque proluder, nebbiato
dal meto infìdo, sottile paura,
per volger al diman sempre ignorato
e perseguir coscienza, la più pura.

È quindi tempo d’andar al cammino
pur lacerato, tirato da numi
opposti nel volere, dispettosi:

il primo, che scenari perigliosi
dipinge; l’altro, ch’eccede di lumi,
fa correr l’àlea e m’inebria di vino.

E Crolla Impero

E crolla impero per man d’una prole
trina, incapace di venir a patti,
brina fugace ai lor volti, disfatti,
di tolla, invero, brucianti già a un sole

che cala triste su tristi lor, duole
noscer quel regno un bel tempo servito
smosciar indegno, in un lampo, rapito
da male piste. Egoisti non vuole

come pastor, cani sconsiderati,
stolte cicale, profuse incoscienti,
che nutronsi del sangue d’innocenti

e l’alma lor sì langue, o impenitenti!

E van gli amor, vani, desiderati,
all’occhi tuoi virenti. Ed adirati.

Danza interrotta

Occhi e parole, dal core sorgenti,
fitte le stelle nel vento rotanti,
regalan vita agli impavidi amanti,
dando energia che trasmuta impudenti.

Pusilli passi di ballo, saltelli,
giubilo e attesa, fremente e guardinga,
nobil medenti, che l’ago s’accinga,
suturi tagli agli amici novelli.

Batton il ritmo di cuori ch’espettan
nuto di vita, di scambi e rimbalzi,
che ci s’elevino i cori, ch’innalzi
tra verso il cielo su picchi che svettan.

D’un tratto, accade fulmineo uno strappo,
s’ode l’eromper d’un mondo cantato,
pieno universo da Eros creato,
che possiedeva eleganza d’un drappo.

Danza interrotta, dolor, decezione
come una polvere amara sospesa,
fermi i saltanti, con cruda sorpresa,
si miran muti nella delusione.

Sordi parlanti, si spendono vani,
nulla da dentro più emerge ed asciutto
dalla ragione menzogne su tutto,
volgon le spalle, s’avviano lontani.

Cosa resta di un amore

Love.jpg

Al cinema, i tuoi occhi nei miei, il tuo sorriso, nelle luci soffuse della sala.
Una passeggiata in silenzio, in un piccolo paese di provincia sconosciuto, abbandonato e deserto.
Un viaggio in treno, mentre ti chiudi nei tuoi silenzi riflessivi, mentre le mie braccia ti cingono da dietro e posi le tue mani sulle mie.
Una chiacchierata al bar, mentre beviamo Coca-Cola Zero.
La prima volta che abbiamo dormito insieme, avevo paura, il tuo sguardo mi trasmetteva forza e mi rassicurava, mentre indossavi una maglietta color salmone.
Godere e venire insieme, al mattino, appena svegli.
Il tuo abbraccio e la tua frase:- Lasciami essere felice per altri venti minuti.
Quando hai perso le staffe per le mie provocazioni e mi hai chiamato “pezzo di coglione”.
Poche foto di te, poche ma buone.
Un’unica foto di noi due insieme.
La tua accettazione dei miei limiti.
La tua assenza di giudizio, il tuo sguardo benevolo, quando ti ho raccontato della mia notte dell’anima.
La tua autoironia, la tua simpatia.
Il tuo farmi sentire unico, speciale, diverso, intelligente.

Tutto questo è parte di me ora.

Grazie.