Belgio-Italia 1-2

Ancora una vittoria.

Sudata.

Sofferta.

Gli azzurri sono in semifinale, dopo aver sconfitto i diavoli rossi.

Ma non si è trattata solo di una vittoria in ambito sportivo, di una prestazione costellata dai due pregevoli gol di Barella e Insigne e dalle decisive parate di Donnarumma. No.

Ieri, i nostri calciatori si sono finalmente inginocchiati.

Tutti. Nessuno escluso.

L’energia sprigionata da questo gesto dalla forte carica simbolica ha dato il suo grande contributo alla riduzione del razzismo, il quale, secondo i miei calcoli ha subito quest’oggi un decremento del 22%, dopo un lieve rialzo del 5% nella giornata di ieri. Dal mio punto di vista, l’occasione è buona per effettuare qualche vendita allo scoperto sugli indici che seguono il trend del razzismo. Le braccia tese dei fascisti, ormai ovunque subdolamente insinuatesi nei posti chiave, con lo scopo di rovesciare la nostra democrazia e di riportare il Duce al potere, non hanno potuto fare a meno di abbassarsi.

E il merito va tutto a questi ragazzi. Un gruppo coeso. Unito. Forte. Ma soprattutto, coerente, che ha saputo mantenere salde le sue idee e i suoi ideali nel corso di tutto il campionato Europeo.

Coerente, nel portare avanti questa battaglia contro il razzismo.

E no. Non si sono inginocchiati per evitare incidenti diplomatici con la squadra avversaria, tra le cui fila spiccano calciatori di rilievo come Doku e Lukaku.

Lo dico a voi tutti, scendendo al fianco di Lorenzo Tosa, in questa durissima lotta senza quartiere. Il bene, quel bene assoluto, costituito dai valori progressisti e dal rispetto delle minoranze, alla fine non potrà fare altro che trionfare.

Lo dico a voi tutti, fascisti e razzisti che non siete altro. Siete finiti.

Italia-Svizzera 3-0

Sarò breve nel commentare la grande prestazione mostrata dagli Azzurri. Bisogna riconoscere che gli italiani hanno confermato ancora una volta la grande capacità di depositare i propri talenti in territorio elvetico.

Fatta questa premessa, è già la seconda volta che i telecronisti e i nostri politici utilizzano la nazionale Italiana alla stregua di archetipo della ripartenza del paese. Sul serio ragazzi, piantatela con questa pagliacciata e finitela di prenderci per il culo. Ieri, terminato il primo tempo, la RAI si è presa la briga di intervistare il Presidente della Camera Roberto Fico il quale, con la sua vocina fanciullesca, si è lasciato andare a una serie di banalità, frasi fatte e retorica spicciola: “Questa sera è una grande festa che ci deve far guardare con coraggio, passione e fiducia per il futuro. Siamo a pochi metri dal traguardo. Dobbiamo andare avanti insieme per superare definitivamente questa pandemia” (Fonte ANSA).

Cari amici e care amiche, mi permetto di esprimere un’opinione leggermente diversa. Il calcio è un ottimo modo per distogliere l’attenzione dalla nostra misera quotidianità, quei novanta minuti hanno il compito di farci sentire parte di qualcosa e nel frattempo proiettare la nostra combattività repressa su qualcun altro, l’ennesima scusa per non assumerci la responsabilità della nostra vita. È una bella distrazione se vogliamo, ma che ci aiuta a non fare caso alla sensazione di morte che incombe fuori dalle nostre case e dentro di noi, alle casse integrazioni, alla disoccupazione, ai nostri salari bassi, ai clienti che non ci pagano, ai nostri matrimoni falliti, ai nostri genitori che continuano a interferire nelle nostre scelte di vita e ai nostri figli che non ci ascoltano, al fatto che siamo dei falliti e come tali, meritiamo di vivere in un paese fallimentare afflitto da un debito che non avremo la più pallida idea di come pagare se non perdendo sempre più sovranità e sapendo che alcuni dei settori che più ci tenevano in piedi, ristorazione e turismo, sono stati letteralmente massacrati da decreti liberticidi, nel nome della salute pubblica, il supremo valore di questa nuova società, questa nuova normalità nevrotica e ipocondriaca.

Ma non importa, sono convinto che ogni partita vinta dalla nazionale farà guadagnare al meno due o tre punti percentuali di PIL.

Forza Azzurri, sia chiaro, ma per cortesia, la politica e il giornalismo abbiano la dignità di tenere la bocca chiusa.

Turchia-Italia 0-3

Ieri sera abbiamo assistito a una grande prestazione degli Azzurri contro una Turchia che mi ha ricordato la mia compagna di liceo Irenelucia, ai tempi la secchiona della classe, rigida, frigida e impaurita dagli approcci degli uomini, motivo per cui si è sempre dimostrata chiusa e sulla difensiva, costantemente nella sua metà campo, non consentendo alla squadra avversaria di trovare un varco attraverso cui penetrare. Bene, tutto questo è avvenuto fino alla prima metà delle scuole superiori. Al termine del primo quadrimestre del terzo anno, Irenelucia ha conosciuto Giancosimo, studente del quinto anno che, con grande delicatezza e poesia, le ha insegnato a non temere di lasciarsi andare e ad aprirsi gradualmente. Inizialmente, Giancosimo l’ha invitata a procurarsi piacere da sé, in modo che potesse cominciare ad assaporare le gioie della sessualità. Irenelucia si è gradualmente aperta, dapprima dandosi all’autoerotismo, sperimentando il primo orgasmo autoindotto. Dopo diversi mesi, ha finalmente deciso di lasciarsi andare, concedendosi a Giancosimo. La prima volta, Irenelucia era alquanto tesa, oserei direi immobile, ma ciò nonostante, Giancosimo è riuscito a procurarle piacere, un piacere che ha consentito finalmente alla nostra amica di aprirsi completamente, finché, verso la fine dell’ultimo anno, Giancosimo e Irenelucia non si sono lasciati andare in un’insigne scopacciata, un amplesso consumato con eleganza e furia taurina, che ha consentito a Irenelucia di mettere da parte finalmente ogni tipo di inibizione

Scrivo tutto questo e mi viene in mente che faccio parte di quelle persone che finge di fregarsene del calcio per darsi arie da intellettuale e da persona mite. In verità, tendo spesso a dimenticare che Europei e Mondiali di calcio tirano fuori il peggio di me. Guardare una partita di calcio della nazionale con il sottoscritto significa assistere a uno spettacolo indecoroso, fatto di bestemmie, urla bestiali, vituperi e improperi basati su qualunquismo dozzinale, razzismo e stereotipi beceri sulla provenienza geografica della nazionale avversaria, infarciti naturalmente di commenti vergognosi sulla situazione politica del paese in questione, sulla sua forma di governo, sfociando talvolta anche in commenti spietati relativi alle credenze religiose, alle usanze e alle tradizioni.

Le partite della nazionale sono per me un autentico scontro di civiltà, in realtà un modo per vomitare tutta la mia frustrazione di una vita orribile e soffocante.

Mi sento meglio ad avervelo detto. Possa Dio avere pietà di me.