A Un Passo Da Te

E resto a un passo da te nella tana,
t’osservo, mentr’accenni la tua pelle,
immagini a sé stanti, sin favelle
per brame della carne; ancor non stana

me, appresto un po’ distante; è cosa vana
mostrar te solo oggetto, alquanto imbelle,
rivolta verso chi guarda le stelle,
con fame d’osservanze, e sei lontana.

Mia Viola, quanti corpi tutti uguali,
anonimi dipinti senz’odori,
un’infinita scelta, mai venuta.

Mio amore, mostra te per quel che vali,
accoglimi. Siam spinti a far l’attori,
ma è vita ch’è divelta, non cresciuta.

Cristallo

A F. e a G., che questo Amore vi illumini

Tengo e dirigo le fiamme impetuose,
brama del dolce tuo miel consumare,
m’accingo a quei cinque dì rimembrare,
l’anime e corpi in fusion tempestose.

Pensiero a te, dolce fragil cristallo,
che accresci in me quella voglia di cura,
di carezzar l’alma tua così pura,
dal fuoco sacro d’un rosso corallo.

Come esiliato in quest’isola resto,
con questo sguardo ormai perso nel mare
che ci divide dai giorni migliori,

quando sfioravo la chioma tua d’ori,
e la tua pelle di luna ad amare
ebbi imparato. All’attesa m’appresto.