Giorni Nefasti

Su sabbia nera seduto all’occaso,
rimiro il mare scuro piano e denso,
e mentre seggo a quell’avvenir penso,
l’uman consorzio ormai da furia invaso.

Ripenso al Padre, imperfetto, reciso,
il limite rimosso, surreale,
rivoluzione che volge al banale,
il vecchio saggio visto com’inviso.

Iconoclasti, che fan del passato
scarlatta e nuda carne da macello,
per libertà ch’avemmo assai implorato.

Giorni nefasti, dei qual non favello.
Imbratta, o Giuda, l’idol venerato,
viltà ch’intinge il sangue nel pennello!

Non Voglio Una Pelle Splendida

Papà,

nella tua onnipotenza, sei naturalmente a conoscenza di quanto cantano gli Afterhours: voglio un pensiero superficiale che renda la pelle splendida a salvarmi.

Te lo dico con molta chiarezza.

Non è ciò che voglio io.

Voglio, esigo, pretendo, impongo profondità.

Voglio, esigo, pretendo, impongo realtà, bruciante, dolorosa, soffocante, ma formativa, temprante, consapevolizzante.

Voglio, esigo, pretendo, impongo totalità.

Voglio, esigo, pretendo, impongo Vita.

Voglio, esigo, pretendo, impongo Verità.

Processo irreversibile, inarrestabile, indietro non si torna. Qualcuno ha il fegato di seguirmi in questo viaggio?

Ed è quello che vuole, in fondo, anche Manuel Agnelli. Lo saprà questo?

Ed è per questo che questa canzone, testo e musica, è pura poesia e ricerca dell’Infinito.

Devo solo capire se preferisco la versione originale o quella con Samuel Romano.

Buon ascolto a te Papà, e a voi tutti.

Amen

Preghiera per chi soffre

Papà,

ho bisogno di chiederti una cortesia.

Riesci a mandare un segno a chi soffre?

Puoi mandare un messaggio a chi fa i conti con i propri tormenti interiori e non riesce a venirne a capo?

Puoi indicare la via d’uscita a chi si è perso all’inferno, come hai fatto con me, che una volta fuori ho scoperto di avere dei talenti che non sospettavo di avere?

Ho navigato a lungo nel buio e adesso so orientarmi, mi sono immerso a lungo in acque profonde e adesso so tollerare l’enorme pressione e di questo ti sarò eternamente grato.

Ora lo so bene, che non sono solo.

Non siamo soli.

Amen

Preghiera del Perdono

Dio,

ora so cos’è la tua misericordia, ora mi è chiaro cos’è il tuo perdono

E’ l’esempio che ci dai, in ogni istante della nostra breve esistenza, di come noi tutti siamo capaci di commettere il male.

E come tale, è nostro preciso dovere perdonare.

Perché pecchiamo tutti, allo stesso modo e in modi diversi, verso noi stessi e verso gli altri.

Nessuno escluso.

Amen

Cioccolata Calda

Una cioccolata calda in compagnia.

Seduto a quel tavolo, con Ale, sua moglie e suo figlio tra le mie braccia. Questo bambino dolcissimo mi fa sorridere e mi riempie il cuore di gioia, ma mi sbatte in faccia con crudezza che di tempo ne è passato davvero tanto. Mi si stringe il cuore in gola, oltre al fatto che è domenica sera e il buon Giacomo lo diceva che tristezza e noia, che al travaglio usato Ciascuno in suo pensier farà ritorno.

Perché siamo adulti ed è una diaspora, un paio sono spariti e neppure mi mancano. E Andrea a Febbraio parte per la Spagna per una nuova vita.

Non ho molto da dire, se non che mi si stringe il cuore in petto, perché mi mancate da morire ragazzi. Mi mancano quegli anni e quelle certezze, magari non sapere dove andare, ma sapere con chi andare.

Adesso mi trovo in pieno viaggio, in alto mare. Non vedo ancora nessuna casa, una nuova casa, una destinazione. Dove sto andando?

Questo viaggio mi dà gioia e dolore, mi fortifica e mi abbatte. Ma l’unica mappa a cui posso affidarmi sono i segni del Divino, che solo chi ha buon fiuto può seguire.

Dove sei, Terra Promessa? Qual è la direzione da seguire?

Dammi un segno Papà. E guida i miei amici verso la loro, di Terra Promessa. E fa’ che non ci dimenticheremo l’uno dell’altro e che resteremo fratelli fino alla fine.

E abbracciami e fammi piangere un po’ ora, perché non sempre ce la faccio.

Amen