Danza interrotta

Occhi e parole, dal core sorgenti,
fitte le stelle nel vento rotanti,
regalan vita agli impavidi amanti,
dando energia che trasmuta impudenti.

Pusilli passi di ballo, saltelli,
giubilo e attesa, fremente e guardinga,
nobil medenti, che l’ago s’accinga,
suturi tagli agli amici novelli.

Batton il ritmo di cuori ch’espettan
nuto di vita, di scambi e rimbalzi,
che ci s’elevino i cori, ch’innalzi
tra verso il cielo su picchi che svettan.

D’un tratto, accade fulmineo uno strappo,
s’ode l’eromper d’un mondo cantato,
pieno universo da Eros creato,
che possiedeva eleganza d’un drappo.

Danza interrotta, dolor, decezione
come una polvere amara sospesa,
fermi i saltanti, con cruda sorpresa,
si miran muti nella delusione.

Sordi parlanti, si spendono vani,
nulla da dentro più emerge ed asciutto
dalla ragione menzogne su tutto,
volgon le spalle, s’avviano lontani.