Variante Delta

Sono l’unica a sentirsi irritata da questo tormentone delle varianti? È davvero insopportabile la retorica giornalistica, questo vezzo di voler piazzare un’etichetta su tutto. Tale meccanismo assomiglia a quello degli uragani, ai quali vengono sempre attribuiti nomi propri femminili, motivo per cui, con l’approvazione del ddl Zan, buona parte dei giornalisti finirà in carcere per sessismo doloso. Come si permettono di associare noi donne, madri, operaie, impiegate, prese tra il lavoro e la casa, eroine multitasking del terzo millennio, a degli eventi meteorologici di tal portata, come se fossimo portatrici di sventura quando è ben chiaro che questo pregiudizio è frutto di un patriarcato millenario che ha voluto reprimere la nostra voce, ma è giunta l’ora di dire basta, non potete più fermarci, lotteremo e urleremo finché avremo fiato, finché non sarà raggiunta la parità assoluta con gli uomini, finché non ci sarà garantito un posto di lavoro con gli stessi diritti, gli stessi diritti di restare in ufficio fino alle ore venti, di farci carico delle scadenze più incombenti perché siamo incapaci di tenere sotto controllo il nostro senso del dovere e di colpa patologico e di ricevere solo un grazie e una pacca sulla spalla dai nostri responsabili e titolari, nella migliore delle ipotesi.

Ma non divaghiamo. Sembra che la variante Delta sappia essere alquanto scaltra e stia mietendo ulteriori contagi. A quanto pare, il tutto ha avuto origine in una palestra del meneghino, un luogo presso cui valorosi guerrieri e uomini alfa pompano i loro bicipiti, tricipiti e pettorali, sollevando pesi inauditi, urlando bestialmente e magnificando le loro grida nell’istante in cui il loro olfatto percepisce il solo odore di un pelo di fica. A detta dei mezzi d’informazione principali, i quali sono ben noti per la loro obiettività e la totale indipendenza rispetto al potere politico ed economico, tale variante potrebbe in qualche modo farla franca rispetto ai vaccini.

Oggi sarò breve, non ho molto tempo per lanciarmi nelle mie infinite geremiadi e polemiche. Cari amici e care amichesse, ho la sensazione che siamo fottuti. Ho sovente scherzato in merito al fatto che a breve riprenderemo a fare la vita d’un tempo, ma l’amara constatazione è che, in verità, nulla tornerà come prima. Non crediate di potervi togliere le mascherine, di poter tornare a varcare i confini nazionali, di potervi recare a concerti oppure in discoteca, palestra, piscina con la medesima disinvoltura messa in atto prima del febbraio del 2020. Quanto accaduto è stato un trauma collettivo, siamo tutti più fragili e isolati e, di conseguenza, più malleabili, più soggetti a buttarci mani e piedi nelle mani di governi e centri di potere. Gli esecutivi si sono di conseguenza riorganizzati, hanno capito che a fronte di un’emergenza di questo tipo, che costituisce un vuoto normativo in diverse costituzioni, possono fare il bello e cattivo tempo approfittando delle nostre debolezze, prendendo decisioni rapide evitando l’impiccio dei contrappesi previsti nelle democrazie sane e, soprattutto, possono amplificare gli stati di emergenza spaventandoci periodicamente e riuscendo in questo modo a tenerci maggiormente sotto controllo, per il nostro bene, per il bene della salute pubblica, per morire sani vivendo da malati.

Quello che voglio dirvi è che quella in cui viviamo oggi e quello verso cui stiamo andando non può più considerarsi democrazia. Molti di voi mi scrivono chiedendomi quali saranno gli scenari futuri, quale domani ci aspetterà. In verità, non mi scrive mai un cazzo di nessuno, questo blog e questa pagina sono solo una valvola di sfogo per il sottoscritto, ogni vostro commento e reazione ai miei post mi servono solo per far fronte alla mia patologica dipendenza dal compiacimento altrui e dalla dopamina che il consenso mi procura, in sporadici casi.

Insomma, volendo andare a fondo a tutta la questione, credo che la conclusione sia solo una: non c’è veramente un cazzo da ridere.

Andrà Tutto Bene

Ormai siamo sulla soglia del venticinque percento di vaccinati. Un quarto della popolazione è ormai immune da questo nemico invisibile. Stiamo vincendo, sta andando tutto bene, ce l’abbiamo quasi fatta. Credo che in tutto questo l’onore della vittoria vada a Massimo Gramellini, uno dei primi ad aver trasmesso ottimismo e buoni sentimenti in questa drammatica vicenda. Grazie Maximum Gramellina, per le struggenti storie che ci racconti tramite “Le parole della settimana” mentre la bocca ti si impasta, gli occhietti ti si fanno lucidi e ti si inumidisce la topolina, storie struggenti di donne, omosessuali e migranti, eroine ed eroi che ce l’hanno fatta, non si sa bene a far cosa, ma ce l’hanno senz’altro fatta. Tua moglie sarà senz’altro fiera di te.


C’è una cosa che mi mancherà profondamente di tutta questa vicenda: gli “scrisciotti” delle video conferenze. Matrici rettangolari che hanno per elementi dei figli di puttana che vogliono mostrare al mondo l’impegno profuso, il senso d’appartenenza a una comunità, la resilienza di chi non si arrende mai e non si lascia schiacciare dalle pandemie e da qualsivoglia avversità, mentre indefessi continuano a lavorare per imporci la loro interpretazione di bene comune. Mi mancherà essere catechizzato da Massimo Recalcati, che, in diretta dal suo studio ci fa presente come la violenza degli uomini sulle donne sia una forma di razzismo, strizzando l’occhietto a Repubblica anziché fare il suo lavoro di analista. Mi mancherà lo stesso Gramellini che, rigorosamente con una libreria alle spalle, stupra la poesia “If” di Kipling, aggiungendo versi di sua composizione, facendo rivoltare nella tomba il povero scrittore britannico. Mi mancheranno i leader mondiali, distanziati di un paio di metri nelle foto di gruppo per darci il buon esempio per scambiarsi baci e abbracci subito dopo, a telecamere spente. Mi mancherà quella coglionata di salutarsi con il gomito, credetemi, una delle cose più da coglioni, ma da autentici coglioni, Cristo di un Gesummaria, che l’umanità si stata in grado di concepire; ogni volta che guardo qualcuno salutarsi in quel modo mi auguro che sbaglino mira e si frantumino accidentalmente e reciprocamente uno zigomo.


E soprattutto, mi mancherà la quiete, la pace, il silenzio nelle strade, l’aria che si fa più fresca, trasgredire il coprifuoco nei primi giorni di clausura camminando rasente ai muri per evitare i delatori armati di telecamera dai balconi e rientrare a casa nell’attimo esatto in cui passa il camion dell’esercito italiano, percependo l’adrenalina della trasgressione, sentire il sangue gelarsi nelle vene e al contempo un briciolo di soddisfazione per averla fatta franca in questa birichinata.


Non oso immaginare cosa ci aspetti, cos’altro si inventeranno per irritarci, cos’altro ci imporranno di pensare, quando tutti, nessuno escluso, saremo definitivamente immuni. Non voglio saperlo.


Ho freddo e paura.

Stay Hungry Stay Foolish

Non manca molto al ritorno della normalità, il venti percento della nostra fiera e impavida popolazione ha ricevuto la seconda dose di vaccino. A breve, sottoporranno anche il sottoscritto a questo rituale. Non sto più nella pelle, sono eccitata come una scolaretta, chissà quale vaccino prelibato avrà il solenne compito di immunizzarmi da questo virus un po’ birbantello e, soprattutto, mi auguro di poter avere possibilità di scelta tra le quattro pietanze proposte dalle case farmaceutiche. Nel caso, gradirei una buona dose di Janssen, grazie.

Facciamo un bel resoconto, cari amici e care amichesse, è stata o non è stata un’esilarante e scalmanata avventura? Questo anno e mezzo non ci ha fatto forse riscoprire il nostro attaccamento alla patria? È stato davvero meraviglioso sentirsi parte di qualcosa, cantare l’inno sul balcone, sorelle e sorelli d’Italia uniti contro questo nemico invisibile, ma soprattutto lesti nel denunciare chiunque abbia attentato alla nostra Repubblica uscendo durante il coprifuoco e diffondendo di proposito il contagio. Bene hanno fatto, coloro che riprendevano con i loro smartphone questi nemici della patria e sporgevano fior di denunzie contra questi manigoldi. Stiamo parlando di gente autenticamente coraggiosa e con la schiena dritta, uomini e donne di valore che sarebbero capaci di gettarsi nel fuoco pur di salvare il paese e i propri concittadini. A loro va la mia profonda gratitudine, è anche merito loro se io stessa non ho subito alcun contagio. Grazie, delatori e delatrici d’Italia.

E ora cosa ci resta? Andrà tutto bene, giusto? Guardiamo le cose con obiettività. Siamo un paese con uno dei debiti pubblici più ciccioni del mondo, inasprito dapprima dalla potenza di fuoco devastante e incendiaria del professore e avvocato Giuseppe Conte, il quale tra quote cento, redditi di cittadinanza, casse integrazioni, ristori, ha forse guidato una delle legislature più sprecone della storia della Repubblica, un governo talmente sciupone da far sembrare Bettino Craxi un paladino dell’austerity. Di fatto, guardiamoci allo specchio e prendiamone atto, pur ingannati dai nostri genitori che ci mantengono non solo per amore, ma anche per continuare ad avere potere su di noi e farci sentire dei falliti: ci hanno ridotto con le pezze al culo. Le aziende sbattono i dipendenti in cassa integrazione ordinaria, invitandoli comunque a lavorare anche in quei giorni, avendo capito di poter risparmiare un sacco di soldi con queste operazioni e sapendo che nessun dipendente si ribellerà mai a tale andazzo, visto che in questo paese di menestrelli da balcone fuori dalle nostre case si respira un’aria di morte e “siete fortunati ad avercelo, un lavoro”. Le aziende somigliano ormai sempre più a dei grossi fondi di investimento, il cui unico interesse è quello di far quadrare i conti, facendo tagli lineari e sbattendosene delle competenze e del capitale umano. Tutto questo andazzo è anche una conseguenza di una totale assenza di imprenditori con una visione. Parte della classe imprenditoriale che ha reso grande questo paese nel dopoguerra aveva combattuto al fronte, alcuni di loro erano stati partigiani, avevano visto la morte in faccia in certi casi. Davvero possiamo sperare che possa venir fuori qualcuno con quella tempra, dopo l’anestesia dovuta a un eccesso di benessere e consumismo che ha avuto la responsabilità di aver trasformato gli uomini in amebe mezze tacche segaiole compiacenti con una floscia appendice tra le gambe, impauriti dalla propria ombra e incapaci di qualsiasi tipo di iniziativa, nel timore di sbagliare? Nelle stesse aziende, l’attuale classe dirigente è totalmente castrata e disincantata. Il vecchio Sorriso campa ormai di rendita e di prebende, non prende nessuna decisione e scarica ogni responsabilità sulle basse leve come Ilario, che lavora fino alle undici di sera perché ha sposato la “mission” ed è convinto che un giorno le sue fatiche saranno riconosciute, mentre al contrario lo aspetterà una semplice pacca sulla spalla e promesse mai mantenute, intanto che sua moglie Martina si farà sempre più malinconica e inizierà a sfiorire e a ingrassare, trascurata dalle velleità pseudo-imprenditoriali di un marito esaltato e drogato di lavoro, con il culo parato da uno stipendio a fine mese, indottrinato dalla filosofia dello “stay hungry stay foolish”, forse la vera pandemia del ventunesimo secolo, motivo per cui Steve Jobs sarà finito senz’altro all’inferno.

Miei cari, mie care, Ilario è dappertutto, è attorno a noi.

Ma soprattutto, Ilario è dentro di noi.

Non dategli ascolto.

Covid Pass

Sono davvero eccitata come una fichetta, a breve sarò vaccinata anch’io, ma la cosa che più di tutte mi manda in sollucchero è la possibilità di ricevere il famigerato “Covid Pass”. Sono felice ed emozionata all’idea che finalmente anche noi, a guisa di prodotti di consumo, avremo una data di scadenza, saremo carne di buona qualità per circa un annetto e poi, come veicoli un po’ vestuti e ammaccati, saremo sottoposti a tagliando e revisione ministeriali, onde recuperare un minimo di valore e anticipare l’inesorabile decadimento con conseguente rottamazione.

D’altro canto, è così che percepisco l’umanità intera, oggetti di consumo, individui al servizio della mia imprevedibilità, vanagloria e dabbenaggine, della quale amo percepire i dettagli e magnificarli alla ricerca di diaboliche verità, per strappare un sorriso a me stessa e a voialtri, per rendermi conto che i vostri difetti appartengono solo a me e per realizzare con sempre maggiore convinzione quanto io sia fondamentalmente una passerina isterica e paranoica, che assume un contegno di facciata e dissimula indifferenza, ma silentemente e discretamente vi osserva guardinga, metabolizzando informazioni utili alla presa del potere, che avverrà, secondo i miei calcoli, nel giro di circa cinque anni.

Tutto questo per augurarvi buon appetito e buona digestione.

Vaccini e Matrimoni

Non manca molto a giugno, a quanto pare ben sei regioni torneranno in zona bianca. I vaccini fanno il loro effetto e quasi il quindici percento della popolazione ha ricevuto entrambe le dosi. Naturalmente, questa non è la peggiore delle notizie. La quiete di questo anno e mezzo a breve verrà meno, probabilmente è già venuta meno da un pezzo, ma come ben sapete ho smesso di uscire di casa da quando è esplosa la pandemia, da quel fatidico giorno in cui i supermercati furono svaligiati e fui costretta a rivolgermi ad associazioni di volontariato perché mi portassero i nutrienti necessari al mio sostentamento. Ho smesso di lavarmi da quel giorno e puzzo peggio di un’acciuga, le mie ascelle sanno di cipolla e ho i denti pieni di placche e tartaro e le gengive gonfie, ma sicuramente ho risparmiato un sacco di soldi visto che non uso più l’acqua calda, il sapone e il dentifricio e, oltre a questo, i miei capelli hanno assunto una lucentezza lipidica invidiabile.

Ma non divaghiamo, dicevo che non ho la più pallida idea di cosa stia accadendo lì fuori, in quel mondo di mattacchioni che si assembrano e si mischiano spargendo il virus a tutto andare, criminali che hanno ordito questo complotto per far fuori gli anziani e far sì che l’INPS risparmiasse un miliardo di euro, come fatto notare dal servizio sul Corriere di Milena Gabanelli e Simona Ravizza, dimostrando tutto il tatto e la delicatezza che si confà giustamente a noi donne, altro che gli uomini, tutti colpevoli, tutti molestatori, tutti “catcaller”, tutti “mansplainer”, tutti “manspreader”, tutti uguali, tutti stronzi.

Naturalmente, il ritorno alla normalità non è la cosa peggiore che possa accadere, ma vi è una notizia ancor più infera e terrificante, ossia che dal quindici giugno ripartiranno i matrimoni. Davvero, vi parlo da uomo e da donna sposato, da padre e madre di famiglia, lavoratrice, multitasking ed eroina di questi tempi frenetici, naturalmente anche un po’ omosessuale e contro ogni forma di omotransfobia, parola che il correttore automatico di Word mi segna come errore, e questo la dice lunga sui tempi bui che stiamo vivendo. Ho due figli meravigliosi che amo con tutto il mio cuore. Non me ne vogliate, davvero, nessuno qui è contrario o a favore dell’istituzione, ognuno nella propria vita fa le proprie personalissime scelte, ma pensiamo seriamente all’incubo che ci aspetta a breve. I social cominceranno nuovamente a riempirsi di orribili servizi fotografici da migliaia di euro, quei servizi che servono a far sentire i novelli sposi e polli da spennare dei vip per un giorno. Già me le vedo, queste bellissime immagini di repertorio degne di Cartier-Bresson: giovane coppia accanto a una balla di fieno su prato verde costellato da qualche spiga di grano, sullo sfondo un cielo terso maculato da qualche soffice nuvola bianca, strati e stratocumuli. Lui, in abito blu, che le sorride forzatamente, mentre una piccola parte di sé già rimpiange quella scelta forse inconsapevole e frutto di un condizionamento sociale e vorrebbe darsela a gambe. Lei che ricambia quel sorriso autenticamente, intanto che il suo velo bianco chilometrico danza leggiadro grazie al soffio d’un venticello primaverile, e pensa che in fin dei conti il suo uomo è un po’ cialtrone e infantile, ma farà di tutto per cambiarlo e plasmarlo secondo un modello a lei confacente, finché non si stuferà di aver trovato un uomo troppo accondiscendente e quando lo avrà capito sarà troppo tardi, ma in fin dei conti è una brava persona verso la quale prova ormai un tenero e tiepido affetto e il sesso diverrà un antico ricordo, tanto ormai due figli li abbiamo fatti e ci auguriamo che facciano le stesse nostre scelte di infelicità per non farci sentire peggiori di loro e non sbatterci in faccia la nostra miseria e mediocrità.

Tra le altre foto, ovviamente, non mancheranno gli sposi novelli stretti ai rispettivi genitori e suoceri. La famiglia finalmente si allarga, la comunità si amplia e i loro vecchi possono finalmente essere fieri di loro, d’altro canto sono stati loro a condurli sottilmente in quella trappola. State tranquilli, cari sposini, fateci vedere come si fa, stringetevi forte a loro, riempite il tutto di hashtag e di cuori in cui mettete in mostra il vostro amore e la vostra gratitudine verso chi vi ha dato la vita in modo che noi tutti possiamo ammirare la luce, lo splendore, la beltà della vostra famiglia modello da Mulino Bianco e invidiarvi perché i nostri genitori sono stati delle carogne che ci pigliavano a bastonate, ma in realtà sappiamo bene che dal giorno dopo quei vecchi rompipalle faranno il possibile per rovinarvi la vita. Care donne, vostra suocera avrà presto le chiavi di casa perché quel cialtrone di vostro marito non riesce a mettere dei limiti e a scrollarsi di dosso quella presenza ingombrante e castrante, afflitto da un senso di colpa atavico nei suoi riguardi, e vi tenderà agguati quando meno ve l’aspettate, verrà a trovarvi negli orari più inconsueti e fastidiosi, magari quando sarete entrambi troppo stanchi per via di una dura giornata lavorativa e lei farà commenti su quanto la casa sia in disordine, che voi giovani non siete capaci di stare al mondo e che avrete bisogno di lei per il resto della vostra vita, suocera ovviamente supportata silentemente da un marito pavido e pigro, che non prenderà mai una posizione e non farà assolutamente nulla per interrompere quella mortifera simbiosi per cercare di salvare il suo unico figlio maschio.

Cari uomini, vale anche per voi, vostra moglie non ha alcuna intenzione di smettere di ricevere i buoni e saggi consigli di sua madre e sarà spesso incollata al cellulare a messaggiare con la sua maestra di vita. A breve, il dolce zuccherino che fingeva di compiacervi e si fingeva più stupida di voi per farvi sentire il re della foresta, diverrà una despota esattamente come vostra suocera e voi abbozzerete perché tutto sommato fa comodo non prendersi responsabilità e fare delle scelte, pur sbagliando, e supporterete sempre silentemente vostra moglie, diverrete pavidi e pigri come vostro padre e non prenderete mai una posizione e non farete nulla per interrompere la mortifera simbiosi che si genererà tra vostra moglie e vostro figlio, che sarà rimpiazzato da voi eccetto che per il sesso. Forse.

Ma la cosa peggiore è che tutte queste foto saranno accompagnate da didascalie orrende, pregne di retorica relativa al ritorno di una festa così importante, al tornare a stringersi e a stare finalmente insieme, finalmente assieme ai vostri familiari, amici, in pratica alle solite noiosissime persone di sempre, le persone che vedete da quando siete nati, tutta quella gente convinta di conoscervi e di volervi bene, ma che vi giudica e vi etichetta perché ha paura che possiate abbandonarla. State tranquilli, cari sposini, non andrete da nessuna parte, dovete restare inchiodati lì, con mamma, papà e i vostri compagni delle scuole elementari, delle scuole medie e delle scuole superiori, non dovete capire che c’è tutto un mondo lì fuori che vi aspetta. Odierete tutto questo, non lo ammetterete mai a voi stessi e inizierete a soffrire di diarrea, orticaria e dermatiti. Diverrete frigide e impotenti, ma solo reciprocamente. Stranamente, però, tutto funzionerà con i vostri amanti, se eventualmente avrete questa fortuna.

Non so se sono pronta ad affrontare tutto questo, non so se sono pronta a inventare ancora delle scuse per bidonare l’ennesimo matrimonio e risparmiare migliaia di euro.

Ho freddo e paura.

Vaccini e Fedez

Con molto rammarico prendo atto che tra pochi mesi saremo a piede libero. È stato alquanto curioso vivere alla stregua di un’eremita, qui nella mia piccola magione a Nosate, in un minuscolo monolocale in affitto di venti metri quadri con bagno cieco, insieme al mio bassotto Gramellino. Mi mancherà restare chiusa nel mio guscio, non dover esibire scusa alcuna per non frequentare le mie presunte amiche, poter passare giornate intere senza farmi il bidet, sapendo che nessuno sospetterà mai a cosa è dovuto l’odore di aringa affumicata a casa mia.

In questi lunghi mesi, e lo scrivo con le lacrime agli occhi mentre un nodo mi si stringe in gola, ho riscoperto finalmente l’Italia che sognavo da sempre: una comunità di gente rispettosa delle regole, salvo le dovute eccezioni naturalmente. Ripenso a quei lazzaroni dei tifosi interisti, che hanno rischiato di vanificare gli sforzi fatti dai nostri medici e infermieri eroi, ma soprattutto dai nostri amatissimi delatori, i quali leggo che, grazie a Dio, continuano a prodigarsi e a svolgere il loro sacro dovere nei confronti della nostra Repubblica, segnalando chiunque violi le regole e denunciando i propri vicini, seguendo l’esempio di Alessandro Gassmann, uomo dalla schiena dritta e rispettoso della legge. Sono sicuro che costoro si comporterebbero allo stesso modo qualora s’imbattessero in un furto d’auto, in una rapina o in una rissa, magari in qualche quartiere malfamato.

Intanto, mi diletto nell’osservare le avventure del nostro Fedez, questo rapper ribelle e talentuoso, divenuto d’un tratto, milionario sposato con una milionaria, rappresentante delle macerie della sinistra italiana, in prima linea per l’approvazione della legge Zan, baluardo dei diritti civili acclamati a gran voce da un elettorato eternamente adolescente e disoccupato, che usa genitori e nonni come welfare accontentandosi di stage non retribuiti per una paura fottuta della vita e dei possibili calci nel culo che questa è in grado talvolta di riservarti. Caro Federico Leonardo Lucia, sappi che hai trovato un’amica, sono dalla tua parte, picchia duro, soprattutto contro i partiti di opposizione. Gli artisti veri sono i “conformisti travestiti da ribelli”, come cantava il sottovalutatissimo Marco Masini. Dagliele sode a Matteo Salvini e a tutti quei razzisti della Lega, nessuna benevolenza nei confronti di un noto nazifascista, di un uomo che ha fatto del razzismo la sua bandiera e che alle prossime elezioni trasformerà sicuramente l’Italia in uno stato totalitario, magari decidendo tutto a colpi di decreti ministeriali, senza passare per il Parlamento e sfruttando i vuoti normativi della nostra Costituzione, magari chiudendo i confini non solo nazionali, ma anche regionali, costringendoci in casa a suon di varianti libiche, super varianti del Congo Belga, iper varianti cicciobombe della Somalia Italiana e giga-super-variantone dell’Antartide del Nord. Un momento, cazzo, questo è già successo se non ricordo male, o mi sbaglio?

Insomma, abbiamo vissuto un anno e mezzo di grande espressione di democrazia, finalmente tutti hanno diritti, pur agli arresti domiciliari, ma credo che occorra andare incontro anche ai feticisti, ai sadomasochisti e ai voyeur. Per quale motivo lo stato non riconosce i diritti dei cuckold? Perché non posso sposarmi in comune portando il mio schiavo al guinzaglio, magari terminando la cerimonia con una bella gang bang con tutto il consiglio comunale di Spernate Sul Volto, in un virulento baccanale fatto di “camsciotti” assieme a sindaci, sindache, assessori e assessoresse? Legalizzate ogni fantasia sessuale, porca puttana, voglio che lo stato riconosca il mio diritto di eccitarmi mentre guardo mio marito che mangia uova al tegamino nudo indossando unicamente un paio di mocassini!

Tutto questo finirà, tra non molto, cari utenti e care utentesse, tutta questa retorica da guerra, di quattro coglioni che si sentono soldati al fronte mentre si masturbano su Instagram in pigiama sarà a breve un lontano ricordo, ma state tranquilli: si inventeranno qualcos’altro per irritarci.

Noi, come soleva dire il mio professore di filosofia alle superiori, non possiamo fare altro che difenderci “con un bel pernacchio”.

Decidete voi, da dove farlo uscire.

Vaccini e Virologi

Un terzo della nostra fiera popolazione ha ricevuto la prima dose di vaccino, quasi un decimo entrambe le dosi. Non posso che dirmi orgogliosa dei miei concittadini, un popolo di valorosi guerrieri, che fin dalle prime avvisaglie di questa battaglia contro il nemico invisibile ha dato prova di grande coraggio, rintanandosi in casa, cagandosi addosso e sputtanando presso le forze dell’ordine chiunque violasse le regole imposte dai DPCM di Contiana memoria, esempio purissimo di democrazia e di attuazione della nostra Costituzione. La cosa che mi ha riempito il cuore di gioia è stato vedere finalmente un popolo coeso, unito, che ha manifestato il proprio spirito patriottico e il proprio attaccamento alla madrematria con canti e musichette festose dai balconi. È stata in verità una grande occasione per riscoprirci comunità, famiglia, uniti dal nostro sventolante tricolore, sorelle e sorelli legati dalla fortezza d’animo di chi non si lascia schiacciare dalle avversità, sempre con il sorriso sulle labbra, resilienti.

Un plauso va naturalmente anche alla comunità scientifica, in particolare all’umiltà che tutt’ora dimostrano i nostri scienziati e medici, i quali hanno dato prova di unità e di capacità di mettere da parte il loro ego e la loro boria, per collaborare attivamente, mettendosi reciprocamente in ascolto empatico, alla ricerca di soluzioni condivise nel nome del bene comune. Mi riferisco naturalmente a Bassetti, Galli, Crisanti, Zangrillo: a loro va il mio sentitissimo grazie, siete un grande esempio da seguire, per il progresso scientifico e del nostro paese.

Non manca molto, a breve saremo tutti vaccinati e saremo pronti a tornare sul campo, con i nostri sogni, i nostri desideri, la nostra voglia di vincere e di farcela, cavalieri moderni ed eroine multitasking ed efficienti, donne, madri, lavoratrici, che, d’un tratto, saranno disarcionati e andranno inesorabilmente e inevitabilmente a schiantarsi al suolo, come accade sovente alla sottoscritta, la quale dopo ogni cazzo di caduta diviene sempre più disincantata e distaccata.

Meglio così, alla fine esiste un solo posto pieno di persone insostituibili e indispensabili: si chiama cimitero. Andate a farvi un giro, di tanto in tanto, a commemorare i vostri cari defunti, i quali dalle loro cazzo di lapidi vi guarderanno con espressione accigliata, uno sguardo torvo che suona come un “ti stiamo aspettando, figlio di puttana, tra non molto tocca a te”.

Ora, smettetela di sognare grandi imprese e andate a fare la spesa, prima che chiuda il supermercato.

Sciacalli

Sciacalli su un dolore familiare,
a fiaschi vengon fusi certi fischi,
la gente scende giù a manifestare;

le piazze ormai dimenticano i rischi,
da chi terrore vuole alimentare,
diffusi; non vogliam che ci s’invischi!

Che tutto questo finisca un bel giorno,
che questo scempio non faccia ritorno!

Incremento dei Vaccini

Quest’oggi l’ammontare di vaccinati ha superato quota tre milioni. Gli annunzi del governo prevedono un incremento di dosi giornaliere a partire dal prossimo mese. Se davvero si raggiungerà la quota di cinquecentomila vaccinazioni al giorno, teoricamente in circa quattro mesi, tutto il popolo italiano avrà ricevuto la sua bella dose e le gabbie saranno lentamente aperte.Ora, ne ho scritto spesso, e lo ribadisco: siamo proprio sicuri di voler tornare alla vita di prima? Quanti battesimi e matrimoni abbiamo saltato grazie al Covid? Quanti noiosi pranzi in famiglia abbiamo evitato? Davvero, c’è qualcuno di voi che si diverte a pranzare con genitori e suoceri? Quanti aperitivi, quante pasquette, quanti capodanni, quanti eventi di gruppo in generale ci siamo risparmiati, circondandoci di gente con cui non abbiamo nulla in comune e della quale non ci interessa assolutamente nulla, purché ci siamo, purché siamo presenti, purché non si dimentichino di noi, ma soprattutto, purché non parlino male di noi, visto che se, siamo presenti, non potranno farlo?

Siamo proprio sicuri di voler tornare alla vita di prima? Non abbiamo fondamentalmente riassaporato il piacere di una vita sobria, ma soprattutto, non abbiamo finalmente ritrovato del tempo per noi, per fare davvero quello che ci piace, invece di ammazzare il tempo senza costruire nulla? Magari molti di noi si sono riempiti il culo di acquisti su amazon, siamo d’accordo, ma non ci siamo forse sentite libere da quest’obbligo patologico di uscire, di spendere e di spandere solo perché è sabato, e di vedere delle facce di merda come la nostra, come la mia?

Sul serio, non so se sono pronta a tornare alla vita precedente, un po’ come quello stronzo di Novecento in “La leggenda del pianista sull’oceano”, il quale, nel momento in cui sta per mollare la nave su cui è nato e cresciuto, decide che non ha nessun interesse a visitare la terra ferma e di restare su quella mastodontica imbarcazione, che tutto sommato lo faceva sentire coccolato, al sicuro e sono ben contento di aver spoilerato una parte del film. Se non l’avete visto, la colpa è solo vostra.

Solitudine e Vaccini

I vaccini purtroppo funzionano, a quanto pare la curva dei contagi sugli operatori sanitari si è significativamente ridotta, di conseguenza, quando tra non molto sarà il turno di noi tutti, il virus sarà tenuto sotto controllo e torneremo a fare la vita di prima. Non ne vedo la ragione sinceramente, molti vogliono tornare a stringersi, ad abbracciarsi, a uscire per tornare a fare l’aperitivo sui Navigli, ma non comprendo per quale ragione dovrei tornare a mischiare il mio sudore e i miei odori con quelli altrui. Il mio corpo non ha bisogno di contatto con altri corpi, non capisco perché voi essere umani abbiate questa assoluta necessità di relazionarvi con gli altri. A volte vi osservo e vi ascolto, pur dissimulando distacco e indifferenza. Mi piace osservarvi soprattutto quando siete in gruppo, riuniti a parlare senza fondamentalmente dirvi un cazzo, incapaci di ascoltarvi come siete. Vi toccate e vi date pacche sulle spalle quando in realtà siete in perenne competizione tra voi, ma si può capire che cazzo avete da buttare tutte le vostre energie in questo reciproco inconcludente compiacimento?

La verità è che anche dopo il vaccino, anche quando tornerete ai vostri concerti del cazzo di Fulminacci, di Gio Evan, dei Maneskin, de Il Volo, a bere birra in un pub il sabato sera, a guardare le vostre partite di calcio con i vostri amici, a dimenticare anche solo per un momento quanto siano mediocri e tristi le vostre vite, sarete comunque soli. Sarete circondati nuovamente di gente, ma saranno solo una distrazione, presenze distaccate, nessuna differenza con il vostro arredamento, con il vostro telefono, con il vostro orologio, solo un vociare che vi darà l’illusione della compagnia, esattamente come può fare una serie TV, senza nessuna reale e autentica connessione emotiva.

La verità, cari lettori e care lettrici, è che nessun vaccino potrà risolvere la vostra solitudine. Siete bestie sole e spero vivamente che il prossimo virus non comporti alcun sintomo fisico, ma che il suo effetto più devastante sia l’induzione di un’improvvisa e profonda autocoscienza in chiunque lo contragga, una consapevolezza che vi faccia rendere conto all’istante di quanto siate senza amici e di come i vostri stessi familiari in realtà vi disprezzino. Sarà bellissimo vedere una pandemia con milioni di persone disperate e consce, consce della loro disperazione.

Vi voglio sempre bene, eh. Ho semplicemente bevuto troppo caffè quest’oggi.