Cocci

Pronta battaglia che a breve m’attende,
contro quel regno sì ingiusto e vigliacco,
ch’egual riserva al solerte e al bislacco
dedica e ignora chi al Fato protende.

Giudici iniqui, novelli Pilati,
lavano e sfregan le mani pelose,
onde vitare infezion venenose
da quelle gran selezioni stremati.

Quale destino mi spetta pertanto?
Quali manovre io possa condurre?
Star giù seduto alla riva e dedurre
di ritrovarmi con un sogno infranto?

E questi cocci, rimetterli assieme?
O fare sì di lasciarli alle spalle?
Rinnovar tosto il cammin dalla valle,
ai colli, in su, con la Vita che preme?