Novello Ardore

Novello ardore, ch’infiammi, divampo,
ai polsi le caten di cortigiani,
dettami che al parer non danno scampo;

espelle odori d’infami sfuggenti,
accolsi le promesse alquanto immani,
reclamo dell’orror di certe genti.

Le nebbie si diradino, è ormai ora
di rifuggir chi vita mi divora!



Laura

Un transito incombente mette fine
al tempo del pusillo ed arto spazio,
per plaga dare al tempo in cui m’ingrazio
la volontà d’un Padre a me ora affine.

E penso a te, mia Laura, a quei tuoi occhi,
nel mentre che il mio corpo resta in quiete,
epistole e parole dolci e liete
che come di campana dei rintocchi,

nel fragile mio marmo fecer crepe
che la tua gentil forza ebbe scalfito.
Aperse danze al crollo delle mura

di quel fortino che, sol per paura,
erigo per rinchiudermi ferito,
in quella tana, ch’anche angusta tepe.

Musica Erotica

Fiamme divampan nell’alma e il dolore,
fattosi furia ch’incendia nel ventre,
leva ormai il sonno donando nel mentre
l’ispirazione che fa da motore.

Tanti quei giorni passivi, in balia
di Mangiafuoco narcisi, quadrati,
ritti, induriti, divini ostentati.
Puntan le dita mostrando la via

da lor battuta, cacciando il potere,
fornendo cibo a quell’ego sì ingordo,
col loro sguardo venuto ormai sordo
si fan d’orgoglio di marmo temere.

Ma tutto ciò è nutrimento vitale,
per pellegrini giammai troppo stanchi,
ebbri, emulanti quei bei saltimbanchi,
di gioia e speme. Quest’arma letale

che la vetusta superbia devasta,
fa sì che l’aere risuoni ed invada.
Musica Erotica, permea ed irradia
la strada Vera, lontan da Giocasta.