La Pandemia di Masterchef

Credo sia opportuno fare una seria riflessione in merito ai gravissimi danni psicologici e sociali che programmi televisivi quali Masterchef, Cucine da Incubo e affini hanno causato a noi tutti. Al solito, i social network sono un’autentica miniera d’oro sotto questo punto di vista. Ormai i profili sono un pullulare di fotografie di antipasti, primi, secondi, contorni, dolciumi di ogni tipo, impiattati con una cura estetica maniacale, oltre al perfezionismo nevrotico, ossessivo-compulsivo, con cui le portate vengono immortalate, cercando l’angolazione e la luce giusta. Ecco, in tutto questo, la mia perplessità è la seguente: ma dove cazzo lo trovate tutto questo tempo libero? Ma ce l’avete un cazzo di lavoro? Tra l’altro, state facendo venire una marea di complessi a chi, come il sottoscritto, si accontenta di cucinare piatti più semplici, con un semplice, antico, tradizionale e pragmatico obiettivo, quello di mettere sotto i denti qualcosa di commestibile.
Davvero, cari lettori e care lettrici, lo ribadisco ancora una volta: la pandemia non ha avuto nessun effetto catartico, non vi è stata nessuna evoluzione, nessuna maturazione, nessun miglioramento, nessuna palingenesi collettiva. Il fatto che il virus vi abbia costretti in casa ha magnificato un’epidemia ben peggiore, quella del vostro narcisismo ed esibizionismo, il sentirvi tra i fornelli alla stregua di novelli Carlo Cracco e Bruno Barbieri, verso i quali, tra l’altro, provate un’ammirazione di stampo masochistico, visto che se avessero modo di assaggiare le porcherie che cucinate, probabilmente ve le sputerebbero in faccia riempiendovi di insulti e li ringraziereste pure.

Non posso che augurarmi, per concludere, che la pandemia finisca quanto prima, che i vaccini siano efficaci e che al termine di questo durissimo anno faccia seguito una tremenda carestia, una mancanza totale di derrate alimentari che ci liberi una volta per tutte di questa iattura del “food porn”. Sarà bellissimo vedere i vostri selfie, con i vostri volti scavati e rinsecchiti, mentre dentro siete straziati dal dolore e dalla fame, con la didascalia:”sono tre giorni che non mangio, sorrido sempre”.

A quel punto, sarà bellissimo anche assistere all’ultima edizione di Masterchef, nel corso della quale i concorrenti, esasperati dalla mancanza di cibo, divoreranno senza pietà Cannavacciuolo, Barbieri, Bastianich, Locatelli, Cracco e chiunque sia stato giudice di quella trasmissione spazzatura.

2020 – L’Uomo Nuovo della Società Liquida

Auguro a voi tutti, per questo 2020, a grandi e piccini, di inseguire unicamente i vostri successi scolastici, sportivi, professionali, e a questo scopo di passare sopra chiunque, familiari, partner, amici e colleghi, di essere ambiziosi in maniera ossessiva e di competere il più possibile, in maniera anche sleale, spingendo unicamente sulla rabbia e sulla volontà di potenza, dimenticando gli altri sentimenti, in particolare l’empatia e la compassione verso il prossimo.

Siate camaleontici, molteplici e irripetibili, confondete le acque, fingetevi amici di chiunque e poi, quando è il momento, colpite alle spalle, agite, scalate i vertici, prendetevi quello che vi spetta.

Ricordate che i deboli sono in realtà invidiosi della vostra determinazione e che utilizzano la loro fragilità per farvi sentire in colpa e distrarvi dai vostri reali obiettivi. Ignorateli, come si permettono di ostacolarvi?

Siate leader e individualisti, tutti. Gonfiate i vostri ego, fateli diventare ipertrofici, esaltate i vostri narcisismi fino a procurarvi un orgasmo spontaneo. Lottate per il potere, di qualsiasi natura esso sia, percepitene l’euforia e combattete per non rinunciare a quella sensazione di onnipotenza, scannatevi tra voi, fate in modo che nessuno si senta migliore di voi, al contrario, siate voi migliori di tutti gli altri, tutti quanti, tutti quanti voi.

Siate degli Dei, scalate le gerarchie Celesti, sostituitevi al Creatore, anzi, provate a fargli le scarpe e rovesciarlo, a proporre una nuova idea di Universo.

Andate avanti così, generazione liquida, fluttuanti nello spazio aperto, privi di confini, superate qualsiasi vostro limite umano, sempre e comunque, non accontentatevi mai, mai e poi mai. Siate costantemente in tensione verso il miglioramento, costantemente in ansia, ventiquattro ore al giorno.

Dopo di che svegliatevi, guardatevi allo specchio e accettatevi per quello che siete: una manica di schiavi incapaci di dirsi la verità.

Ciò nonostante, vi amo comunque.

Perché questo sono anch’io.

Preghiera dell’Anno Nuovo

Ieri, una corsa nella nebbia milanese, per diradare le mie, di nebbie.

Domani, ultimo giorno dell’anno 2019, l’ultimo giorno di questi anni Dieci, preludio all’ingresso in un nuovo decennio, gli anni Venti.

Oggi, iniziamo a fare bilanci e a progettare, per l’anno 2020, verso il 2020.

E allora.

Andiamo avanti, in questo cammino di vigilanza e attenzione alla nostra voce interiore.

Andiamo avanti, in questo cammino verso la libertà e la sicurezza, due aspetti diametralmente opposti da far lavorare in armonia, per la nostra gioia, serenità, pace e, soprattutto, dignità.

Andiamo avanti, in questo cammino di crescita, di tensione verso l’età adulta.

Andiamo avanti, in questo cammino di apprendimento al dono, in particolare al dono di noi stessi agli altri.

Andiamo avanti, in questo cammino di fiducia, fede, speranza, progettualità, ottimismo e realismo al contempo.

Andiamo avanti, in questo cammino di perdono e gratitudine verso chi ci ha dato la vita, avendo ben presente che le spinte esogamiche devono prevalere, perché solo confrontandosi con la diversità c’è crescita ed evoluzione, seguendo chi ha detto Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera: e i nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa.

Andiamo avanti, in questo cammino verso la bellezza.

Andiamo avanti, in questo cammino verso la semplicità, verso l’essenziale.

Andiamo avanti, in questo cammino di individuazione, e non di individualismo.

Andiamo avanti, in questo cammino di bene per noi stessi, per il bene comune.

Andiamo avanti, in questo cammino di amore per noi stessi, per amare il prossimo nostro.

Andiamo avanti, in questo cammino verso l’Amore, in tutte le sue forme.

Andiamo avanti, in questo cammino verso la Totalità, verso un unico Dio, a immagine e somiglianza dell’Uomo.

Andiamo avanti, in questo cammino.

Perché Telemaco, senza paura, sappia che suo padre Ulisse sta arrivando.

Amen