Ade

Su una remota collina un castello
s’erge perfetto nel regno natale
ove il vetusto ricordo m’assale
di luce ed ombra di sfida a duello;

congiunge il cielo e la terra, un orpello
ch’è d’otto lati, d’età medievale,
d’un grande eclettico, uomo regale,
triplice vista al villaggio più bello.

Di quel villaggio or emerge il richiamo,
se porrà fine al mio peregrinare,
esploratrice solinga d’abissi.

Ade, ebbi modo che non mi rapissi,
come Persefone fosti a violare,
libro per Eros, non voro il tuo amo.

Depressione Ostentata

Volevo approfittarne per ringraziare un affezionato lettore, il quale mi ha parlato con molta passione degli Alice In Chains e mi ha permesso di conoscere e approfondire questo gruppo. Mi ha colpito in particolare la versione “unplugged” di questo brano, “Down In A Hole”. In questa performance dal vivo, il cantante Layne Staley, fisicamente e psicologicamente logorato, tira davvero fuori tutta la vita che gli era rimasta, nonostante fosse totalmente in balia di una purtroppo irreversibile depressione e di una tossicodipendenza da eroina. Staley è finito “in un buco”, per l’appunto, e non è stato capace di uscirne.

Ecco, prendo spunto da questa autentica opera d’arte che renderà la buonanima di Layne immortale, perché ultimamente mi fa sorridere una certa ostentazione di malessere sui social, tramite la quale si cerca di mercanteggiare la propria dignità personale per elemosinare un briciolo d’affetto. Sembra quasi che essere ansiosi, depressi, “borderline”, sia divenuto un vezzo, una peculiarità di cui andar fieri in modo da sentirsi più affascinanti e più interessanti. Purtroppo, tocca darvi una delusione anche questa volta: siete banali, noiosi, prevedibili e, soprattutto, per nulla interessanti e attraenti. Oltre a ciò, mi sento di aggiungere una postilla: se foste davvero depressi, e, perché no, anche eroinomani, i social network dovrebbero essere un vero e proprio museo online, una sorta di virtuale accademia delle belle arti, con contenuti ricchi di fotografie, pitture, musica e letteratura di altissimo livello. Insomma, da un punto di vista artistico questi anni dovrebbero teoricamente costituire un nuovo Rinascimento, che tra l’altro sarebbe in linea con un papato per certi versi velatamente simile a quello di Alessandro VI, visto che anche a Bergoglio, in fin dei conti, piace la fica, visti gli ultimi apprezzamenti fatti su Instagram a una procace modella brasiliana. Invece, al solito la triste e mesta realtà: siete in grado di produrre solo post scontati, il più delle volte sgrammaticati, a cui si accompagnano fotografie di merda con i vostri patetici primi piani in cui ostentate profondità e nel frattempo vi date all’accattonaggio affettivo, per un presunto amore che mamma e papà non vi hanno dato quando eravate bambini.

Caso mai è il contrario, dal mio punto di vista, i vostri genitori non vi hanno dato sufficienti cinghiate sul culo.

Buon ascolto.

Sabato Sera

Sollievo sopraggiunto, eterna lotta,
d’un orbe soffocato da un padrone,
m’elevo a mani giunte a Te, rimbrotta,
assorbi il me negato e testimone.

Rileva, prendi spunto, esterna flotta;
la serpe ha ormai placato ogni tenzone,
l’alcova è non più unta, sverna rotta,
le turbe hanno assediato altra fazione.

E penso a te, alla virtude mancante,
sommersa da una peste celebrata,
pusilla servitrice assai banale;

l’immenso re ormai ci esclude, distante,
dispersa già ogni festa, disertata.
Sobilla, o meretrice, non fai male!

Analisi Politica Delirante Domenicale

Gli anni passano, il compimento dei miei cinquant’anni è ormai prossimo e, sarà forse la crisi di mezza età o forse una saggezza dovuta alla consapevolezza, alla maturazione, ai primi capelli bianchi che fanno la loro timida comparsa nella mia folta chioma corvina, le prime rughette a zampa di gallina che traspaiono mentre stringo i miei occhietti impertinenti, compiaciuto nel vedere i miei figli crescere sani, educati, con la schiena dritta, mentre vivono la loro vita in accordo con i valori cattolici, ignorando il fatto che il loro padre è in realtà un ipocrita eroinomane figlio di puttana dalla faccia pulita da catechista, ma credo di essere giunto alle seguenti conclusioni:

1) L’Italia è un paese a sovranità limitata: nessuna forza politica sarà in grado di cambiare il fatto che resteremo fondamentalmente una porta aerei degli Stati Uniti e che la nostra politica economica sarà decisa sempre di più dalla BCE, dalla Germania e dalla Francia. Amici sovranisti, che mi seguite con tanto affetto e simpatia, smettetela di sognare. Con l’autarchia, negli anni ’30, siamo stati capaci di produrre solo orribile surrogato di caffè, del quale grazie a Dio non vi è più traccia.

2) L’esperienza di governo del Movimento Cinque Stelle dimostra che è forse meglio avere al potere dei filibustieri con una visione, anziché degli ingenui con una grammatica da terza elementare senza un valido progetto politico di lungo periodo. Oserei proferire che ha mostrato molta più serietà e lungimiranza la buon anima di Licio Gelli, con la sua scalmanata carovana di mattacchioni della loggia P2, piuttosto che quel guitto mentecatto di Beppe Grillo, il quale, manovrato da una società privata di marketing, ha portato il paese a una catastrofe economica, sociale e democratica mai vista.

Pertanto, viva Massimo D’Alema, viva Pierferdinando Casini, viva Silvio Berlusconi, viva Bettino Craxi, viva Giulio Andreotti. Sarò io a ricordarvi come autentici statisti incompresi, auspicando che ben presto avvenga la totale colonizzazione dell’Italia da parte della signora Merkel e la smetteremo, una volta per tutte, di reclamare una sovranità che non ci meritiamo, essendo fondamentalmente un paese di pavidi, mediocre e ammalato di familismo.

Ora, cortesemente, spostatevi e fate un po’ di spazio: lasciate parcheggiare l’Air Force One di Kamala Harris, così, bravi!

Ancora Al Chiuso

Attesa, nella gravità ch’è assente
nel qui, bambagia grigia che, sospetta,
così, m’adagi, bigia, ma sei infetta;
ottusa, dell’oscurità servente.

Ripresa di speciosità, si mente
a chi, qui, indugia ligio, ma rifletta
al dì che già al prestigio s’erge eretta
la resa alla viltà, ad un espediente.

Chiudici a chiave, docente vigliacco!
Hai tra le mani dei nastri di seta,
intento, mozzi le gole a conigli,

unici schiavi, lo ostenti e dai scacco;
sia mai il domani, siam mostri di creta,
ordente, insozzi le suole ai tuoi figli!

Fortemente Raccomandato

Non mi sono mai sentita così sola, tormentata dal fantasma dell’ennesima clausura e dalla vaghezza oserei dire kafkiana di questi decreti del presidente del consiglio dei ministri, secondo i quali è fortemente raccomandato il nulla più assoluto, ma un nulla che angoscia, un nulla dal sapore mortifero, quel vuoto che sa di mancanza di senso, di scopo, congelati in un istante eterno, dal quale, cari lettori e lettrici, non vi è scampo, nessuna via d’uscita.

Non vi è speranza alcuna, sorelli e sorelle, siamo in gabbia, siamo fottuti, a guisa di puttanelle in calore. Il governo, le regioni e i comuni sono i nostri cazzi di papponi.

Ci tenevo a infondervi del sano ottimismo, quest’oggi.

Decrescita Felice

Debbo riconoscere una certa coerenza nell’attuazione del programma politico del Movimento Cinque Stelle, nella fattispecie in merito alla cosiddetta “decrescita felice”: non ho mai visto in vita mia una simile catastrofe economica, sociale e democratica, accompagnata da una tale gioia incontenibile da parte dei sostenitori del governo, eccitati come ragazzine alla vista del vanesio damerino con la pochette, sempre sul pezzo, ma soprattutto, con le idee molto chiare in merito ai provvedimenti amministrativi presi per fermare la pandemia che, per dirla con Vittorio Sgarbi, hanno la stessa efficacia di un paio di mani contro un fiume.

La differenza tra un vero capo e un ducetto squattrinato, pur dai modi gentili? La capacità di assumersi in pieno la responsabilità delle proprie scelte e di scusarsi dei propri errori. Nessun uomo di stato dovrebbe scaricare la colpa sul popolo, soprattutto se chi ci governa non emana regole chiare.

Coprifuoco

Finalmente si torna a fare sul serio, coprifuoco notturno in più regioni d’Italia. Non vedo l’ora di vedervi riuniti come me con la vostra famiglia da Mulino Bianco a preparare la pasta sfoglia, le torte salate, le orecchiette, a gustare la gioia del focolare domestico, che rievoca le antiche immagini agresti e bucoliche dei nostri avi, il tutto naturalmente da mostrare sui nostri profili social, bravi e solerti cittadini, beatamente e ipocritamente sorridenti con le mascelle dolenti, poiché siamo forti, invincibili, in guerra anche noi, in trincea, mentre il trauma collettivo del distanziamento sociale e l’angoscia nera di un possibile contagio faranno il loro bravo lavoro sotterraneo fino a logorarci e a solleticare il peggio di noi, che ingoieremo come un rospo amaro, perché è troppo dura per tutti noi ammettere che tutto questo è uno schifo e che odiamo la convivenza forzata con una famiglia che abbiamo scelto di fare solo per condizionamento sociale, noia e mediocrità.

Appello a tutti i lombardi: ci diamo appuntamento domani sui balconi di casa alle 23 in punto, per cantare l’inno di Mameli, stringerci a “corte” per esser pronti alla morte.

La viltà e l’ipocondria che si fanno virtù. Mio Dio..

Virologi

Se ti farai curare da Burioni,
ti lascerà ahimè privo dei polmoni,
qualora ti recassi dal prof Galli,
trapianterà laggiù due barbagalli,
nel caso in cui tu optassi per Pregliasco
ti troverai col fegato di Vasco,
che dire poi se andassi da Zangrillo,
probabile ti attacchi anche il morbillo.

Insomma, tutta ‘sta virologia,
ch’appesta più del Covid esso stesso,
fa perdere la voglia di far sesso
e fa rivalutar l’astrologia.

M’affido dunque a streghe e cartomanti,
sian loro dunque ad indicar la via
d’uscita da ‘sta brutta pandemia
di medici, ormai star tromboneggianti.

Covid

Ormai nei quotidiani
del Covid sol si legge,
la gravità non regge
i miei coglioni immani.

La nuova religione
dell’ansia e ipocondria
del senno fa razzia
di masse pecorone

che non si fan quesiti,
per quanto ormai da mesi
pur permanendo illesi
son tutti ormai ammattiti.

‘Sto Covid non si regge,
incontri quotidiani
con dei coglioni immani,
cui gravità è ormai legge!