Per Dove?

Per dove fare dunque adesso rotta,
ché siam in alto mar, nella tempesta,
e stanchi ancor non siam di questa lotta?

Il tempo ancor non giunge della festa,
far sì ch’il mare nero non c’inghiotta,
remare controvento ci s’appresta.

E presto il cielo ancor sarà sereno,
bramiamo un lungo sonno e si rinasca,
o noi di questa ciurma che, fuggiasca,
si suol di questa vita far il pieno.


Via

Di pianger, respirar, non lo nascondi,
d’elaborar il lutto degli addii,
momento non v’è e l’attenzione svii
da questa triste colpa sugli sfondi

di gente come voi, voi migrabondi,
delitti che comunque non espii;
chissà se mai pagar quei falsi pii
dovran, or che ti lanci in nuovi mondi.

E il viaggio è troppo lungo e non hai casa
e migri, senz’appigli e senza patria,
lasciandoti alle spalle le radici;

d’erbacce e parassiti adesso è invasa
di decade dimora: dunque espatria!
Che d’aria tu ti riempia le narici!

Tresca

I muri crollano e s’apre il confine,
perché la vita è fuori dai castelli,
teatro già di lotte clandestine.

È tempo di guardar oltre gli orpelli,
di quelle rose rosse restan spine,
lasciamo che comàndin gli zimbelli.

E l’aria che respiri è già più fresca,
di mandorle e lavanda vien l’odore,
adesso placa pure il tuo furore,
per quando via sarai da quella tresca.

Chiudi Gli Occhi

Le foglie mosse, tacite, dal vento,
ch’osservi mentre ondeggiano soavi,
già mandan via lontano certi ignavi
e placano il dolor del tradimento.

E non ti riconosci, quasi a stento,
nei tempi ormai lontani, quando urlavi
e immerso con il fango te ne stavi,
e tutto quell’ardore pare spento.

Eppure quella fiamma ancora brucia,
ci s’alza ancora in piedi, pur feriti
da mani che t’abbassan sui ginocchi.

Che il tempo certi graffi ormai ricucia
e scuoti le tue vesti dai detriti,
e ignuda t’addormenti; chiudi gli occhi.

Ruggiti

Tramonti che s’alternano a ruggiti
che vengon da leoni chiusi in gabbia,
che per congiure caddero, traditi;

e lenti si sprofonda nella sabbia,
e s’odon di neonati già i vagiti,
proviene dai primordi quella rabbia.

Sol si può agire, aspettare, sperare
e continuar questa vita ad amare!

Ebbrezza

E non vi è più paura dell’ignoto,
d’aprire e oltrepassare quella porta,
e reggi il peso, o tu pieno di vuoto;

piuttosto hai da temer la vita morta,
fuggire chi vietarti d’ogni moto
del cuor vuol, anch’ergendosi a tua scorta.

E già si manifesta la bellezza
di vita e ti travolge la sua ebbrezza.

In Eterno

Chi porta verità vive in eterno,
nell’opere compiute sulla terra,
umano, appare fermo, stanco ed erra
lontano ormai dal gelo dell’inverno.

Risorta è la realtà, l’amor fraterno
sarà sempre più forte della guerra
e lesto, ritto, il contrattacco sferra,
invano porteranno qui l’inferno.

E scende sera, ancora passi avanti,
per dove non è noto ma si libra
nell’aria d’una fresca primavera;

quell’aria ricompone l’alma intera,
congiunge i suoi frammenti, adesso vibra,
si ama solamente in certi istanti.

Sospesa

Sospesa, nel tepore d’una casa
che ha crepe sui soffitti e cade a pezzi,
di morti dalle mura son gli olezzi,
d’insetti ormai completamente invasa.

Appesi, nel livore che ti intasa
le siepi così fitte ormai disprezzi,
assorta, dell’incuria paghi i prezzi,
gli effetti ormai della tua mente evasa.

Alterchi quasi invano su disguidi
e sporgi, un po’ testarda, allo scoperto;
difenditi indisposta, tu non strisci;

attendi una risposta, intanto agisci
e volgi quel tuo sguardo in mare aperto
in cerca d’una mano che ti guidi.

Perdonare

La pace sopraggiunge finalmente,
sopiscono le brame di possesso,
adesso che le luci si son spente.

A nulla val lottar com’indefesso,
cercando di parare quel fendente,
che arriva solamente da te stesso?

È tempo di centrarsi, di rischiare,
lasciandosi alle spalle foglie secche,
o prender atto dell’umane pecche,
e apprender sempre meglio a perdonare?

A Non Finir Travolti

E diamo dunque un senso a questa vita,
a non finir travolti dalle ondate
di merda; e nuova via venga esperita.

O quante decisioni già evitate,
o guardati da chi sempre t’addita
e muta in freddo inverno calda estate.

Respingi i tuoi nemici, perché invasa
da giudici implacabili codardi,
che spengon desideri per cui ardi,
è proprio, guarda caso, la tua casa.