Tresca

In alto un manto grigio e resti al chiuso,
galleggi in una nebbia meno fitta
e non v’è più ferita un tempo inflitta
che dolga, ché il dolor non è più eluso.

Eppure, per timor, resti recluso,
quest’oggi l’alma tua è impigrita, afflitta,
di sé si prende cura e resta zitta,
ché a sprecar fiato ormai più non sei uso.

L’estate s’allontana, l’aria è fresca,
soffuso un lume riempie questa stanza
e liberi la mente dai ricordi;

comprendi, l’ire spente, non più mordi,
deluso, già riprendi la tua danza
e corri via, lontan da quella tresca!

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