Vaticano e ddl Zan

Con un magistrale “coup de théâtre”, il Vaticano scende in campo con la fierezza che si confà a un autentico fuoriclasse e finalmente prende le sue palle immacolate come il cuore di Maria e le poggia sul tavolo della trattativa: il ddl Zan non s’ha da fare. Mi chiedevo dove fossero finite le ingerenze della Chiesa Cattolica nelle decisioni della politica italiana, ma devo dire che cominciavo a sentirne la mancanza. Era dai tempi del cardinal Ruini che non avveniva un simile intervento a gamba tesa e in fondo dentro di me ero certa che dietro quella facciata un po’ sbarazzina, quelle guanciotte morbidose e quel sorriso puro e fanciullesco, tipico di un giovanotto che sta cominciando da poco ad assaporare la vita, Papa Francesco è in verità un fottuto reazionario che al momento ha semplicemente lasciato giocare i suoi avversari e ha concesso loro di vincere qualche battaglia. Del resto, cosa potevamo aspettarci da un gesuita? Nel 2010 fu lo stesso Bergoglio, in qualità di Arcivescovo di Buenos Aires, a definire il disegno di legge presentato in Argentina in merito ai matrimoni gay come “movida del diablo”.

In realtà, sappiamo benissimo che sarà la Chiesa Cattolica a vincere sempre e comunque la guerra, e tutto questo per un semplice motivo: non vi è alcuna possibilità di cancellare ben due millenni di cultura cristiana con un semplice colpo di spugna, una cultura che è natura umana, che piaccia o no. Tutto è intriso di cristianità, chiunque abbia provato a uccidere Dio ha tentato semplicemente di offrire se stesso come surrogato, con risultati scarsi e limitati, dovuti alla propria natura mortale. Pensiamo a quel simpatico giuggiolone di Stalin, il quale aveva raso al suolo intere chiese e aveva sostituito il crocifisso con quadri raffiguranti la sua maestosa effige baffuta. Bene, lo stesso Iosif Vissarionovič Džugašvili, all’ingresso dell’Unione Sovietica nel secondo conflitto mondiale, aveva chiuso un occhio nei confronti di quelle donne che si facevano il segno della croce in quella situazione così drammatica per il popolo russo. Pensiamo anche alla fine fatta dallo stesso Stalin, che fino al 1953 era considerato dal suo popolo come un dio: è morto solo come un cane, disperato, con il suo capezzale circondato di gente che, fatta eccezione per la figlia Svetlana Allilueva, non vedeva l’ora che tirasse le cuoia per poter prendere il suo posto o semplicemente liberarsi da un tiranno paranoico e pericoloso.

Caro Francesco, il tuo intervento è una boccata d’ossigeno, ma non è sufficiente, di conseguenza mi si permetta di fare una proposta, al solito moderata: propongo che il passo successivo sia la scomunica di tutti i sostenitori del ddl Zan. Ho come la sensazione che basterebbe davvero poco per vaporizzare le effimere battaglie di questi fenomeni con la pancia piena che si dichiarano atei con lo stesso spirito con cui un adolescente si ribella ai propri genitori e fanno del loro ateismo una sorta di nuova religione.

Forza Santità, hai in mano una grande leva per riprendere il controllo sulle nostre vite, il caro, vecchio, inesauribile, infallibile senso di colpa.

Fai di noi quello che vuoi, Papa!

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