L’Estate Si Avvicina

Non so se c’è qualcuno tra i quattro gatti che mi segue che vive in Lombardia, nello specifico a Milano o nell’Hinterland. Fatemi capire se sono l’unica a provare una sensazione di angoscia nel momento in cui si approssima l’estate, in questo cazzo di agglomerato di cemento che sembra un forno. La cosa che generalmente mi causa più malinconia sono i fine settimana di luglio e di agosto. La città si svuota, voi bauscia maledetti non vedete l’ora di mettervi in coda come delle pecore lungo la A7 o la A26, figa, per recarvi in Liguria, con la vana quanto inutile speranza di trovare parcheggio in una delle regioni più scomode mai generate dalla fottuta tettonica delle placche, l’orogenesi più bizzarra mai avvenuta in quattro miliardi e mezzo di anni di vita del nostro fottuto pianeta. Ma come cazzo vi salta in mente di recarvi in quel cazzo di lembo di spiaggia soffocato dalle Alpi e dagli Appennini, una regione che non conosce vie di mezzo, una dicotomia tra pianura e montagna, cazzo, una regione che mi ha sempre fatto rabbia perché non sono mai stato in grado di imitare l’accento ligure. Ma come è possibile che voi liguri siate gli unici che non riesco a localizzare in base alla vostra cadenza? Smettetela di essere così anonimi, fatevi avanti, nel nome di Dio!

Non che ce l’abbia con i liguri, intendiamoci, la mia è solo la volontà di far sì che questa simpatica etnia emerga dalla sua introversione. Da quello che mi è stato detto, i liguri sono invero persone estroverse, pazienti, generose e poco lamentose. In ogni caso, so che in alternativa alla Liguria, la meta prediletta per il vostro agosto scoppiettante sarà la Puglia. Non so se qualcuno di voi proviene da codesta regione, che non conoscevo finché non ho iniziato a sentirne parlare qui sulle reti sociali. Non manca molto e saremo circondati dalle vostre foto in questo cosiddetto “Salento”, che contempla città dai nomi esotici e buffi quali Gallipoli, Otranto, Porto Cesareo, quando so di alcuni amici apuli che, al contrario, hanno passato delle vacanze meravigliose in posti meno conosciuti che a questo punto ritengo opportuno consigliarvi. Mi sembra giusto proporvi delle mete un po’ diverse dal solito, con lo scopo di mettere un po’ di pepe nelle vostre grigie vite e far sì che diveniate valorizzatori di nicchie che forse, per eccesso di umiltà, sanno pubblicizzarsi meno. In ogni caso, se volete trovare davvero un mare pulito, dei lidi attrezzati e delle spiagge meravigliose, vi consiglio di recarvi a Barletta, possibilmente sulla riviera di ponente, nei pressi del canale H.

Davvero, siamo al tredici di giugno, ci sono trentaquattro gradi e tutto questo mi ha ricordato che tra non molto Milano diventerà un cazzo di deserto. Qualcuno mi spieghi cosa c’è di così entusiasmante nell’estate? Credetemi quando vi dico che si tratta della stagione peggiore. Non è possibile ripararsi fino in fondo dal caldo atroce, ci sono code infinite in autostrada, le spiagge saranno stracolme di pecoroni che si godono una finta libertà prima di tornare a quella condanna sociale di nome lavoro e, cosa peggiore di tutte, le donne inizieranno a mostrare i loro seni e culi con prepotenza. Forse ne avevo già parlato in passato, alcuni di voi sanno che sono ancora vergine nonostante abbia quarantotto anni. Ho sempre evitato i rapporti sessuali perché, come molti di voi mi potranno confermare, il sesso è un’attività faticosa e dolorosa, oltre che disgustosa. D’altro canto, non ansimereste e vi lamentereste così tanto mentre lo fate, arrivando addirittura a urlare, in certi casi.

Non commettete questo errore, davvero, restate qui con me a Milano, a luglio e ad agosto, restate con me a lavorare. Le vacanze vi daranno un’illusione di libertà, una speranza di vivere da persone libere e benestanti che durerà due, al massimo tre settimane. L’impatto del ritorno a casa sarà traumatico e devastante, non permettetevi di causarvi questo dolore, analogo al dolore provato alla nascita, analogo alla sofferenza del fanciullo svezzato a cui sono ormai proibiti i ghiotti seni materni.

Viva l’inverno, abbasso l’estate!

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