Lockdown Cicciobombo

Cicciodina

Mi ritengo un uomo e una donna fortunata. Vivo in un paese la cui informazione è in mano a testate giornalistiche di tutto rispetto, quotidiani autorevoli in grado di fornire notizie sempre utili alla nostra popolazione, con rigorosi approfondimenti di carattere politico, economico e sociale. Effettivamente questa notizia corrisponde al vero, la clausura ha fatto sì che io stesso ingrassassi del quarantaquattro percento. Il valore del mio indice di massa corporea, a meno dell’unità di misura, coincide con il valore della mia temperatura corporea. Sono divenuta una disgustosa e grassa cicciobomba, in questo momento sto scrivendo mentre giaccio nuda e supina sul mio letto, intanto che i miei ormai vulcanici seni si afflosciano lateralmente a guisa di mozzarellone di bufala, mentre il resto del mio molle e grasso corpaccione sprofonda nel materasso. È anche questa una delle ragioni per cui ho smesso di lavarmi da circa un anno e mezzo, non riesco a scendere dal mio giaciglio e intanto le piaghe da decubito mi perseguitano. Ci pensa un’associazione di volontariato a portarmi da mangiare, due aitanti giovanotti, ignari del fatto che un giorno banchetterò con i loro corpi succulenti, imbardati in tute di protezione che consentano loro di non respirare i miasmi emessi dal mio fisicaccio, sia cagionati da un odoraccio di sudore che sa ormai di cipolle marce, sia dai miei peti emessi con costanza e fierezza, che spero vengano utilizzati come arma di distruzione di massa per il prossimo conflitto mondiale. Confesso che mi piaccio così, finalmente mi accetto per quello che sono, sono diventata davvero una bella fica e posso finalmente dichiararmi con fierezza una modella curvy, potrei invero pensare di introdurre una nicchia in questo mondo fatato del politicamente corretto, la nicchia delle “stinky curvy”, che in tempi non lontani, avremmo potuto chiamare “nicchia delle ciccione puzzone”, finché non interverrà un emendamento del ddl Zan a inasprire le pene per chiunque discrimini i panzoni e non li tratti con i guanti di velluto.

Care donne, madri, impiegate, operai, eroine multitasking: siate sempre la migliore versione di voi stesse.

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