Vaccini e Matrimoni

Non manca molto a giugno, a quanto pare ben sei regioni torneranno in zona bianca. I vaccini fanno il loro effetto e quasi il quindici percento della popolazione ha ricevuto entrambe le dosi. Naturalmente, questa non è la peggiore delle notizie. La quiete di questo anno e mezzo a breve verrà meno, probabilmente è già venuta meno da un pezzo, ma come ben sapete ho smesso di uscire di casa da quando è esplosa la pandemia, da quel fatidico giorno in cui i supermercati furono svaligiati e fui costretta a rivolgermi ad associazioni di volontariato perché mi portassero i nutrienti necessari al mio sostentamento. Ho smesso di lavarmi da quel giorno e puzzo peggio di un’acciuga, le mie ascelle sanno di cipolla e ho i denti pieni di placche e tartaro e le gengive gonfie, ma sicuramente ho risparmiato un sacco di soldi visto che non uso più l’acqua calda, il sapone e il dentifricio e, oltre a questo, i miei capelli hanno assunto una lucentezza lipidica invidiabile.

Ma non divaghiamo, dicevo che non ho la più pallida idea di cosa stia accadendo lì fuori, in quel mondo di mattacchioni che si assembrano e si mischiano spargendo il virus a tutto andare, criminali che hanno ordito questo complotto per far fuori gli anziani e far sì che l’INPS risparmiasse un miliardo di euro, come fatto notare dal servizio sul Corriere di Milena Gabanelli e Simona Ravizza, dimostrando tutto il tatto e la delicatezza che si confà giustamente a noi donne, altro che gli uomini, tutti colpevoli, tutti molestatori, tutti “catcaller”, tutti “mansplainer”, tutti “manspreader”, tutti uguali, tutti stronzi.

Naturalmente, il ritorno alla normalità non è la cosa peggiore che possa accadere, ma vi è una notizia ancor più infera e terrificante, ossia che dal quindici giugno ripartiranno i matrimoni. Davvero, vi parlo da uomo e da donna sposato, da padre e madre di famiglia, lavoratrice, multitasking ed eroina di questi tempi frenetici, naturalmente anche un po’ omosessuale e contro ogni forma di omotransfobia, parola che il correttore automatico di Word mi segna come errore, e questo la dice lunga sui tempi bui che stiamo vivendo. Ho due figli meravigliosi che amo con tutto il mio cuore. Non me ne vogliate, davvero, nessuno qui è contrario o a favore dell’istituzione, ognuno nella propria vita fa le proprie personalissime scelte, ma pensiamo seriamente all’incubo che ci aspetta a breve. I social cominceranno nuovamente a riempirsi di orribili servizi fotografici da migliaia di euro, quei servizi che servono a far sentire i novelli sposi e polli da spennare dei vip per un giorno. Già me le vedo, queste bellissime immagini di repertorio degne di Cartier-Bresson: giovane coppia accanto a una balla di fieno su prato verde costellato da qualche spiga di grano, sullo sfondo un cielo terso maculato da qualche soffice nuvola bianca, strati e stratocumuli. Lui, in abito blu, che le sorride forzatamente, mentre una piccola parte di sé già rimpiange quella scelta forse inconsapevole e frutto di un condizionamento sociale e vorrebbe darsela a gambe. Lei che ricambia quel sorriso autenticamente, intanto che il suo velo bianco chilometrico danza leggiadro grazie al soffio d’un venticello primaverile, e pensa che in fin dei conti il suo uomo è un po’ cialtrone e infantile, ma farà di tutto per cambiarlo e plasmarlo secondo un modello a lei confacente, finché non si stuferà di aver trovato un uomo troppo accondiscendente e quando lo avrà capito sarà troppo tardi, ma in fin dei conti è una brava persona verso la quale prova ormai un tenero e tiepido affetto e il sesso diverrà un antico ricordo, tanto ormai due figli li abbiamo fatti e ci auguriamo che facciano le stesse nostre scelte di infelicità per non farci sentire peggiori di loro e non sbatterci in faccia la nostra miseria e mediocrità.

Tra le altre foto, ovviamente, non mancheranno gli sposi novelli stretti ai rispettivi genitori e suoceri. La famiglia finalmente si allarga, la comunità si amplia e i loro vecchi possono finalmente essere fieri di loro, d’altro canto sono stati loro a condurli sottilmente in quella trappola. State tranquilli, cari sposini, fateci vedere come si fa, stringetevi forte a loro, riempite il tutto di hashtag e di cuori in cui mettete in mostra il vostro amore e la vostra gratitudine verso chi vi ha dato la vita in modo che noi tutti possiamo ammirare la luce, lo splendore, la beltà della vostra famiglia modello da Mulino Bianco e invidiarvi perché i nostri genitori sono stati delle carogne che ci pigliavano a bastonate, ma in realtà sappiamo bene che dal giorno dopo quei vecchi rompipalle faranno il possibile per rovinarvi la vita. Care donne, vostra suocera avrà presto le chiavi di casa perché quel cialtrone di vostro marito non riesce a mettere dei limiti e a scrollarsi di dosso quella presenza ingombrante e castrante, afflitto da un senso di colpa atavico nei suoi riguardi, e vi tenderà agguati quando meno ve l’aspettate, verrà a trovarvi negli orari più inconsueti e fastidiosi, magari quando sarete entrambi troppo stanchi per via di una dura giornata lavorativa e lei farà commenti su quanto la casa sia in disordine, che voi giovani non siete capaci di stare al mondo e che avrete bisogno di lei per il resto della vostra vita, suocera ovviamente supportata silentemente da un marito pavido e pigro, che non prenderà mai una posizione e non farà assolutamente nulla per interrompere quella mortifera simbiosi per cercare di salvare il suo unico figlio maschio.

Cari uomini, vale anche per voi, vostra moglie non ha alcuna intenzione di smettere di ricevere i buoni e saggi consigli di sua madre e sarà spesso incollata al cellulare a messaggiare con la sua maestra di vita. A breve, il dolce zuccherino che fingeva di compiacervi e si fingeva più stupida di voi per farvi sentire il re della foresta, diverrà una despota esattamente come vostra suocera e voi abbozzerete perché tutto sommato fa comodo non prendersi responsabilità e fare delle scelte, pur sbagliando, e supporterete sempre silentemente vostra moglie, diverrete pavidi e pigri come vostro padre e non prenderete mai una posizione e non farete nulla per interrompere la mortifera simbiosi che si genererà tra vostra moglie e vostro figlio, che sarà rimpiazzato da voi eccetto che per il sesso. Forse.

Ma la cosa peggiore è che tutte queste foto saranno accompagnate da didascalie orrende, pregne di retorica relativa al ritorno di una festa così importante, al tornare a stringersi e a stare finalmente insieme, finalmente assieme ai vostri familiari, amici, in pratica alle solite noiosissime persone di sempre, le persone che vedete da quando siete nati, tutta quella gente convinta di conoscervi e di volervi bene, ma che vi giudica e vi etichetta perché ha paura che possiate abbandonarla. State tranquilli, cari sposini, non andrete da nessuna parte, dovete restare inchiodati lì, con mamma, papà e i vostri compagni delle scuole elementari, delle scuole medie e delle scuole superiori, non dovete capire che c’è tutto un mondo lì fuori che vi aspetta. Odierete tutto questo, non lo ammetterete mai a voi stessi e inizierete a soffrire di diarrea, orticaria e dermatiti. Diverrete frigide e impotenti, ma solo reciprocamente. Stranamente, però, tutto funzionerà con i vostri amanti, se eventualmente avrete questa fortuna.

Non so se sono pronta ad affrontare tutto questo, non so se sono pronta a inventare ancora delle scuse per bidonare l’ennesimo matrimonio e risparmiare migliaia di euro.

Ho freddo e paura.

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