Sic Transit Gloria Mundi

Sono davvero orgogliosa dei nostri giornalisti, che svolgono il loro mestiere in maniera esemplare, riportando le notizie con grande obiettività e rigore. Per questa ragione, nello specifico mi ha lasciato particolarmente perplesso questo titolo, che ha come incipit “Grillo e l’accusa di stupro”. Sicuramente il quotidiano in questione ha agito in buona fede, vedo molto difficile che una categoria seria, professionale e soprattutto autonoma e indipendente rispetto alla politica come quella dei giornalisti, commetta l’errore di riferirsi semplicemente al cognome con lo scopo di far suonare il titolo come un’accusa di stupro diretta a Beppe Grillo e non al figlio Ciro. I giornalisti sono fondamentalmente delle brave persone, dei coniglietti puccettini e coccolosi fatti di puro amore, per cui si tratterà senz’altro di una svista.

D’altronde, anche se fosse, anche se il figlio dell’istrione ligure fosse innocente, quest’ultimo è comunque finito, condannato dalla giustizia sommaria dell’opinione pubblica pecorona, che noleggia e fa propria l’offerta di opinioni di volta in volta presentata dai media, la quale si infiammerà quel tanto che basta per fare definitivamente fuori il megafono del Movimento Cinque Stelle e poi rivolgere la propria ondata di rabbia repressa, cagionata da matrimoni falliti e solitudini esistenziali, contro l’ennesimo cane maltrattato, contro la battuta sessista del vip di turno e contro il razzismo di chi non ha cambiato il proprio cognome da Bianchi a Neri.

È molto probabile che il povero Beppe non abbia più alcuna utilità nel crudele e cinico mondo della politica. Ripenso agli anni d’oro di Berlusconi, a come il Cavaliere l’abbia fatta sempre franca grazie alla prescrizione di buona parte dei processi in cui era coinvolto e poi, nel momento in cui la Merkel e Sarkozy hanno realizzato la sua inadeguatezza alla guida di un paese stremato da uno dei debiti più ciccioni d’Europa, i cui rendimenti sui titoli di stato decennali stavano schizzando a guisa d’un “camsciotto”, guarda caso gli è arrivata una condanna in via definitiva che lo ha costretto a cambiare i pannoloni di qualche vegliardo a Cesano Boscone per qualche mese.

A che conclusione voglio dunque giungere, con questa mia inutilissima riflessione, tra le tante che faccio per elemosinare la vostra attenzione e sentirmi meno sola? Forse c’è qualcosa di più grande di noi, un sistema complesso, intricato, kafkiano, qualcosa che si muove sul sottile confine tra l’umano e il divino, qualcosa che ben comprende le debolezze e le miserie di noi tutti e ci manovra, contro cui nulla è possibile. Neppure il più carismatico e motivato dei leader, animato da titanismo romantico, può qualcosa contro tutto ciò.

Detto ciò, fate una bella cosa: non schieratevi mai, smettetela di lottare per sentirvi parte di qualcosa perseguendo obiettivi in affitto. Continuate a fare la vostra vita, fatta di piccole cose, andate a fare la spesa, date una pulita alla vostra auto, alla vostra casa, e, soprattutto, scopate e masturbatevi con dedizione. Credetemi, è il massimo a cui potete ambire e, tutto sommato, non è neppure tanto male, no?

Sic transit gloria mundi, porca troia.

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