San Valentino

Nel giorno di San Valentino, vedo molti amori finire. Uno tra questi è quello tra Andrea Scanzi e il Movimento Cinque Stelle. La rockstar del giornalismo italiano mette già le mani avanti, mettendo più volte nero su bianco di avere unicamente a cuore un “campo progressista”, non mostrando interesse d’alcun tipo in merito al destino di qualsivoglia movimento o partito. Scanzi assomiglia a un partner appena lasciato, che ostenta disinteresse e freddezza, un po’ come una mia vecchia conoscenza che, appena mollato dalla donna, passava il tempo tra una festa e l’altra a ubriacarsi e a urlare, ostentando una gioia di facciata, “Sono single! Sono single!” per poi finire in pista da ballo, sulle note di “On The Floor ft. Pitbull” di Jennifer Lopez, a muovere il suo misero corpo flaccidamente, con lo sguardo fisso nel vuoto, lacerato dalla solitudine e dall’umiliazione di essere stato scaricato, e ricordo che, mentre danzavo anch’io ridicolmente, mi divertivo a fissarlo con un sorriso circospetto e cinico, finché il soggetto in questione, accortosi del mio sguardo insolente, negava ogni dolore, lo ingoiava come un’amara medicina e tornava a fingere di sorridere e di scatenarsi sulle note di quella vergognosa cover della Lambada.

Ecco, Scanzi sta provando la medesima sensazione, i più sensibili e acuti osservatori di voi potranno toccare con mano lo strazio che prova dentro per un progetto antisistema del quale si è sempre fatto sostenitore e portavoce, mentre al contrario il Movimento si è ormai fatto potere, un potere che non tollera vuoti, non sopporta assolutamente l’horror vacui, una pars destruens che si fa ora per forza di cose pars construens e di conseguenza si contanima, s’inquina, subisce il contagio da parte degli stessi nemici un tempo combattuti, il contagio della casta, tramutandosi inesorabilmente, a sua volta, in casta.

Il becero pragmatismo, anche a costo di compiere qualche marachella e qualche peccatuccio, soverchia l’idealismo e la voglia di imporre una propria astratta visione, è la natura, è il potere, è la vita.

Nessun problema per Lorenzotosa invece, che mostra una certa coerenza nel suo mettersi in ginocchio di fronte a figure che trasudano buone maniere, prestigio, senso delle istituzioni, incarnando nel suo gracile corpicino valori che sono un ibrido tra quelli di Bruno Vespa e quelli del Corriere della Sera.

Da parte mia, il nuovo governo faccia un po’ quello che vuole, purché si inventi altre detrazioni o deduzioni IRPEF, mi eccita sempre come una scolaretta abbattere il mio misero imponibile e ricevere il rimborso di Luglio.

Concludo augurando a voi, patetiche coppie che puntano alla durata e non alla qualità del rapporto, un buon San Valentino, sapendo che non vi amate più da tempo, ma non avete il fegato di mollarvi perché non volete deludere i vostri genitori.

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