Incarico a Draghi

Finalmente arriva un governo tecnico, un bel governo imposto dal Presidente della Repubblica, che già fa inturgidire Piazza Affari e fa afflosciare lo spread, intanto che i media mainstream sbattono immediatamente in discarica il professor Conte e il suo spin doctor Casalino, della cui esistenza ci saremo dimenticati entro al massimo un paio di giorni, intanto che partono gli Alleluia e gli Osanna nei confronti del nuovo Presidente del Consiglio da parte dei nostri giornalisti, lambendogli le terga con le loro linguette pelose.

Lo so, lo so, so benissimo a cosa state pensando: – Dino, questa decisione non rispetta il voto degli italiani, la sovranità popolare! – Avete ragione, ma sapete cosa vi dico: fotte sega! In verità è bene che ce ne facciamo tutti quanti una ragione: non siamo sufficientemente responsabili e maturi, non ci meritiamo la democrazia, votiamo generalmente per dei coglioni a cui vorremmo assomigliare, a cui forse già assomigliamo senza però avercelo il potere, grazie a Dio, dei miserabili pifferai che aduliamo e invidiamo e su cui proiettiamo le nostre ambizioni totalmente fuori dalla realtà, mentre sogniamo di essere fondamentalmente come Renzi pur criticandolo. Chissà quante volte abbiamo immaginato, anche solo per un attimo, di avere la possibilità di tenere il paese per i coglioni e di essere decisivi, di fare la storia mandando a puttane un esecutivo per puro capriccio, mascherando il tutto come un gesto di democrazia e spacciandoci per vittime che non sono state sufficientemente ascoltate nella loro presunta e dinamica propositività. E invece è proprio questo il momento in cui viene meno il teatrino squallido della guerra tra finti sordi, il palcoscenico della perenne campagna elettorale, è questo il momento in cui la realtà appare ai nostri occhi per ciò che è: noi cittadini non abbiamo nessun potere decisionale, non siamo artefici del nostro destino. Mettetevi il cuore in pace pertanto, cari millenials, care donne e madri “che ce l’hanno fatta”: non contiamo una sega, il nostro voto non conta una sega, e ve lo dico da donna e madre millenial.


Sediamoci dunque, mettiamoci belli comodi e assistiamo finalmente al grande spettacolo della politica più genuina. Osserviamoli, questi antichi presunti avversari mentre sotterrano l’ascia di guerra e si alleano responsabilmente, scendendo ai tanto amati compromessi che mandano in sollucchero noi democristiani del cazzo, guardiamoli mentre pensano al bene comune e danno la loro fiducia a una personalità di altissimo profilo, al nostro Mario Draghi, un gesuita alla stregua di Papa Bergoglio, la cui presenza a Palazzo Chigi farà ben sperare in merito al fatto che sarà fautore di un pauperismo tanto apprezzato da quel buontempone del pontefice argentino e che restituirà senza meno dignità a noi poveri straccioni. Super Mario sa bene come si fa e finalmente la smetterà di farci vivere di sogni di gloria e di ricchezza, di redditi di cittadinanza, di denari pubblici gettati a pioggia nel nome di un assistenzialismo che ci sta solo rendendo pigri e sedentari. Di Maio, da ministro del lavoro, ha abolito la povertà con una riforma epocale e per questo motivo finirà all’inferno, sapendo che la povertà avvicina a Cristo e al Regno dei Cieli e che una vita di rinunzie e sacrifizi ci guarirà sicuramente dal nostro narcisismo e dalle nostre finte depressioni da lazzaroni, utilizzate come scusa per non lavorare. È ora che ci diamo tutti quanti da fare, razza di pelandroni. Via da subito qualsiasi sussidio, aboliamo reddito di cittadinanza, quota 100 e, perché no, anche la cassa integrazione e la NASpI. È finalmente giunto il momento di tassare come se non ci fosse un domani prime, seconde, terze case, aggiungendo un bel prelievo forzoso sul conto corrente e sul deposito titoli, magari con una bella spolverata di contributo di solidarietà. Come vi permettete di risparmiare, con questa attitudine da anali accumulatori? Restituiamo subito la potenza di fuoco del professor Conte, forza, i conti pubblici non tornano.

Lo ha detto anche il presidente Mattarella: qui c’è bisogno di un governo nel pieno delle sue funzioni per contrastare la pandemia e risollevare il paese dalla crisi economica e occupazionale che ne è scaturita, sarebbe un grave rischio tornare a votare adesso. Condivido quanto dice il Presidente della Repubblica e oserei dire che sarebbe un bene se le elezioni politiche italiane venissero abolite per sempre e piantassero finalmente una cazzo di oligarchia che si inchiodi a Roma per sempre ed esegua le volontà di Bruxelles.

Europa, conquistaci, cazzo!

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