Renzi

In questi giorni stiamo assistendo al patetico teatrino politico nel corso del quale un leader di partito con un consenso ridotto ai minimi termini, un uomo che ha ormai la stessa autorevolezza di un amministratore di un condominio a Vaprio d’Adda, minaccia una crisi di governo nel bel mezzo di un’emergenza sanitaria mondiale. No, fermi tutti, non chiedo a nessuno di schierarsi a favore di questo o quel partito, non mi interessa fare un’analisi politica del fenomeno, quanto un’analisi umana del personaggio in questione.
In effetti, guardo a Matteo Renzi e ripenso alla sua gioventù, l’Ilario della politica, ormai totalmente in crisi d’astinenza da potere, successo e visibilità, in preda al suo ego ipertrofico e al suo narcisismo. Questa mezza tacca non ha in realtà nessuna idea, nessuna visione, nessun piano in mente. Il suo unico obiettivo è quello di contare qualcosa, esserci, perché è terrorizzato dall’idea di non esistere più. Guardiamolo, l’uomo che voleva cambiare l’Italia con la sua freschezza e voleva stravolgere la Costituzione Italiana nel nome di una rapidità nei processi decisionali, specchio di una frenesia giovanile che ha contagiato persino gli over sessanta, tramutandoli in una manica di patetici coglioni in ansia da prestazione e in competizione con individui aventi trent’anni in meno.

Ascolto la sua parlata toscanaccia, che appare ormai sempre più fuori luogo, che sa di stantio, di datato, di “già dato”, e penso che i personaggi come lui facciano perdere un sacco di tempo a chi ha davvero voglia di lavorare e di creare valore, di lasciare un segno con i fatti e non con un’arte oratoria priva di contenuti. Penso a come questi personaggi, che sono ovunque, non solo nella politica, non facciano altro che lottare contro i mulini al vento, opponendosi contro l’inesorabile scorrere del tempo, contro la vita stessa, che inevitabilmente te lo fa capire in mille modi che devi andare fuori dalle palle, che sei diventato una zavorra inutile, una palla al piede, insopportabile per chi ti circonda e che magari un tempo ti stimava.
Eppure, guardo a quest’uomo e alla sua faccia da cazzo moscio, immerso nel suo completo scuro, che lo fa somigliare ancora di più a un cadavere e tutto sommato giungo alla conclusione che provo per lui una pena acuta. Ripenso a questo eterno ragazzo un tempo pieno di sogni, entrato in politica per “rottamare”, per far fuori “i vecchi”, pieno di grinta, ma totalmente privo di esperienza, buon senso e saggezza. Del resto, si sa, la saggezza deriva dalla capacità di superare anche dolori profondi, che senz’altro il coglione fiorentino non ha vissuto, visto che la sua esperienza di vita più drammatica è stata probabilmente la sconfitta finale a “La Ruota della Fortuna”. In verità, siamo di fronte a un ragazzetto viziato con scarsa voglia di lavorare, un boy scout saputello che a un certo punto ha assaggiato il potere e il successo, la cosa gli è piaciuta e non vuole più mollarla.


Sapete perché lo so? Perché siamo tutti come Renzi, siamo tutti dei discolacci con una più o meno latente volontà di potenza, siamo identici a lui, siamo tutti suoi fratelli e sorelle e io non sono da meno. In alcuni contesti, ho una piccola quota di potere, la esercito e la percepisco anch’io, quell’ebbrezza, quell’illusione viscerale che ti fa andare il sangue al cervello e ti fa sentire migliore degli altri. Quando do un ordine a qualcuno e costui lo esegue mi sento un cazzo di rottinculo di Padreterno, finché non mi accorgo che il potere è una ragazzaccia isterica alla continua ricerca di nuovi partner, una battona da scoparsi a giorni alterni, talvolta in gruppo, in una bella orgia, una troia da condividere con altri infoiati come me e, a quel punto, dopo aver vissuto l’acuto dolore della perdita, credendo di essere l’unico per lei, sollevo le spalle e ci rido su, sapendo che fondamentalmente finirò a concimare la terra come tutti. Siamo tutti dei piccoli Renzi che cercano il loro posto su questo palcoscenico del cazzo, che ambiscono anche solo per un momento alle luci della ribalta, in questo circo di pagliacci chiamato vita, in cui tutti recitiamo un ruolo in commedia, nella gran parte dei casi per ottenere l’altrui compiacimento, schiavi come siamo del nostro essere bambini a vita, circondati da persone incompatibili a noi pur di non dirci soli.

Siate clementi, pertanto. Al posto di Renzi, ci comporteremmo allo stesso modo.

Buonanotte.

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