Zona Gialla e Cashback

Sono eccitata ed entusiasta come una scolaretta, è andato tutto come previsto: sono state allentate le restrizioni e quei malandrini degli italiani hanno rimesso piede fuori di casa, accalcandosi e mischiando i loro odori, sapori e umori presso negozi e centri commerciali per usufruire del ghiotto cashback, una succulenta detrazione fiscale sugli acquisti natalizi che senza ombra di dubbio ridarà vigore e lustro alla nostra malconcia economia, generando un mastodontico flusso di entrate per le casse dello stato. Guarda un po’, in tutto questo, emerge una simpatica nicchia di intellettuali e alte menti che punta il dito contro codesti birbanti irresponsabili, che in piena pandemia osano darsi allo shopping compulsivo, anziché seguire le indicazioni del nuovo pontefice Giuseppe Conte, che impone orari e regole per le messe e invita tutti a una sobria spiritualità, in solitudine, magari facendo “l’amore con le parole”, come suggerisce l’ottimo psicanalista lacaniano Recalcati, il tutto con un gradevole contorno di Lorenzotosa, che funge da megafono del governo con la sua linguetta birichina e le sue pregiatissime frasi perentorie ricche di punteggiatura, per pura vocazione naturalmente, senza nessun secondo fine. È meraviglioso essere circondati da queste guide spirituali, anche se a mio avviso, ho la sensazione che i più talebani della chiusura, del rispetto ossessivo delle regole siano in realtà delle persone profondamente sole e miserabili, senza un cazzo di amico, le classiche brave persone che da un giorno all’altro compiono qualche strage o sterminano la famiglia, che non aspettavano altro che il resto del mondo venisse condannato al loro stesso destino di schiavi e alla loro frustrazione, gioendo per le altrui sconfitte.Miei cari, qui non si tratta dello stereotipo relativo agli “italiani indisciplinati”, che non rispettano le regole. È il contrario: vengono emanati decreti ogni settimana e gli italiani semplicemente si adeguano, non in quanto italiani, ma in quanto esseri umani i quali, sappiatelo bene, non sanno assolutamente cosa farsene della libertà, fonte unicamente di angoscia e di terrore per la maggior parte di loro e che, in verità, vogliono un’unica cosa che doni loro serenità: inginocchiarsi di fronte all’idolo di turno, a un padrone verso il quale essere schiavi ciechi, eseguendone gli ordini e le volontà. L’amara constatazione è che tutto questo è per loro rassicurante, fornisce in qualche modo un surrogato di stabilità e, soprattutto, consente loro di evitare di assumersi personalmente delle responsabilità. Il sottoscritto non è un cazzo di nessuno, ma Dostoevskij ha spiegato molto bene questo concetto ne “Il Grande Inquisitore”, uno dei capitoli più celebri del romanzo “I Fratelli Karamazov”.

Questo padrone, in questo momento, si chiama governo Conte. Faccia di noi ciò che vuole, Presidente, l’adoreremo come un Dio, almeno fino alla fine della pandemia e alle prossime elezioni.

Amen

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