Schegge

Sospeso siedi, vegliardo canuto;
del gregge stolto, esecutor prudente,
già nell’estrario tace l’urlo muto,
sopra vivente.

E un cinguettare, sol sòno di vita,
l’aere ora riempie e i muri vitri frange;
gente dissolta che tra sé s’addita
nel mentre piange.

Ove aderire, secrete mie schegge?
Per quale tramite invenir lucente
dalla caligine cinerea legge
d’un conte assente?


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