Decrescita Felice

Debbo riconoscere una certa coerenza nell’attuazione del programma politico del Movimento Cinque Stelle, nella fattispecie in merito alla cosiddetta “decrescita felice”: non ho mai visto in vita mia una simile catastrofe economica, sociale e democratica, accompagnata da una tale gioia incontenibile da parte dei sostenitori del governo, eccitati come ragazzine alla vista del vanesio damerino con la pochette, sempre sul pezzo, ma soprattutto, con le idee molto chiare in merito ai provvedimenti amministrativi presi per fermare la pandemia che, per dirla con Vittorio Sgarbi, hanno la stessa efficacia di un paio di mani contro un fiume.

La differenza tra un vero capo e un ducetto squattrinato, pur dai modi gentili? La capacità di assumersi in pieno la responsabilità delle proprie scelte e di scusarsi dei propri errori. Nessun uomo di stato dovrebbe scaricare la colpa sul popolo, soprattutto se chi ci governa non emana regole chiare.

Coprifuoco

Finalmente si torna a fare sul serio, coprifuoco notturno in più regioni d’Italia. Non vedo l’ora di vedervi riuniti come me con la vostra famiglia da Mulino Bianco a preparare la pasta sfoglia, le torte salate, le orecchiette, a gustare la gioia del focolare domestico, che rievoca le antiche immagini agresti e bucoliche dei nostri avi, il tutto naturalmente da mostrare sui nostri profili social, bravi e solerti cittadini, beatamente e ipocritamente sorridenti con le mascelle dolenti, poiché siamo forti, invincibili, in guerra anche noi, in trincea, mentre il trauma collettivo del distanziamento sociale e l’angoscia nera di un possibile contagio faranno il loro bravo lavoro sotterraneo fino a logorarci e a solleticare il peggio di noi, che ingoieremo come un rospo amaro, perché è troppo dura per tutti noi ammettere che tutto questo è uno schifo e che odiamo la convivenza forzata con una famiglia che abbiamo scelto di fare solo per condizionamento sociale, noia e mediocrità.

Appello a tutti i lombardi: ci diamo appuntamento domani sui balconi di casa alle 23 in punto, per cantare l’inno di Mameli, stringerci a “corte” per esser pronti alla morte.

La viltà e l’ipocondria che si fanno virtù. Mio Dio..

Virologi

Se ti farai curare da Burioni,
ti lascerà ahimè privo dei polmoni,
qualora ti recassi dal prof Galli,
trapianterà laggiù due barbagalli,
nel caso in cui tu optassi per Pregliasco
ti troverai col fegato di Vasco,
che dire poi se andassi da Zangrillo,
probabile ti attacchi anche il morbillo.

Insomma, tutta ‘sta virologia,
ch’appesta più del Covid esso stesso,
fa perdere la voglia di far sesso
e fa rivalutar l’astrologia.

M’affido dunque a streghe e cartomanti,
sian loro dunque ad indicar la via
d’uscita da ‘sta brutta pandemia
di medici, ormai star tromboneggianti.

Covid

Ormai nei quotidiani
del Covid sol si legge,
la gravità non regge
i miei coglioni immani.

La nuova religione
dell’ansia e ipocondria
del senno fa razzia
di masse pecorone

che non si fan quesiti,
per quanto ormai da mesi
pur permanendo illesi
son tutti ormai ammattiti.

‘Sto Covid non si regge,
incontri quotidiani
con dei coglioni immani,
cui gravità è ormai legge!