Sensi

A K.

Sàrcina grave sull’armi ripongo,
ove riposte le vesti, compresso,
monde, desudo nell’aspero gresso
giacché all’ariste ed al sole m’espongo.

Lungo il mio corso m’osserva compìta
domina, a volte silente, che mira
quei molimenti severi, e m’attira,
mentre sé specchia, qualcosa l’invita.

Resto e la miro a mia volta, suadente,
sotica dama, vestita di fiori,
sguardo perduto in vetusti dolori,
di rimembranze soavi splendente.

L’omeri volge in un agro deserto,
“Chi sei?”, dimando, stupita contesta:
“Sento quel senso tra i sensi in tempesta,
in quei ricordi che’l cor m’hanno aperto”.

Eccoti, Incontro, ch’effici catarsi.
Vita, energia che riemergi sovrana.
Donna Fatica, giammai sarai vana,
a Te, che sproni l’audaci a donarsi!

 

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