Libertate

Giorno in balia dell’altrui decisioni,
voler volar libro senza catene,
sempre più in alto, lontan dalle pene,
o schiavitù che lo spirto rintroni.

Via questi pesi!
Lève, leggero!
Ciò bramo invero,
sin malintesi!

La schiena erigo col mur del rispetto,
nego il consenso tenendomi degno,
per quattro lire non pago il mio pegno,
ispiro l’aere infilandomi il petto.

O Libertate,
sposa fedele,
non darmi fiele,
dolci portate!

Portami verso la Terra promessa,
pur traversando quest’acque agitate,
ripide poscia mi speran scalate,
dicon: “Parigi val bene una messa!”

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