Ardire

Son specchi d’acqua quell’occhi di cielo,
lucide stelle sommerse dal sale,
sotto una volta di ciglia, d’un velo,
celan le tinte d’un’alma che vale.

Lattea la cute, perman sullo sfondo,
per quelle labbra infocate sostegno,
crine scarlatto sul viso rotondo
se ne sta lì in voluttuoso contegno.

Moti di spirito suo fondamenta
per la dimora pensata accogliente
donde distendersi priva di veli

ed esibir i suoi frutti, i suoi mieli,
che ben adopra quiescendo silente,
muta, sensuale, l’ardire mi tenta.

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