George Orwell 2020

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Immaginiamo una rivisitazione di 1984 di George Orwell, ambientato questa volta nel 2020, in Italia, a Messina, in piena pandemia da Coronavirus.

Winston e Julia, in questo caso italiani, si incontrano per l’ultima volta, nella stanza da letto del negozio di antiquariato del signor Charrington, al piano di sopra, violando i DPCM che impongono il distanziamento sociale. Sono lì, abbracciati gli uni agli altri, fianco a fianco, dopo aver fatto l’amore, che osservano dalla finestra una tozza e anziana signora nell’intento di stendere pannolini alla fune del bucato nel giardino sottostante, mentre canta: dicono che il tempo sana tutto / e che ogni cosa tu ti puoi scordar / ma gli anni se ne vanno e il tuo sorriso / ancora il cuore mi viene a straziar.

D’un tratto, la voce metallica del sindaco Cateno De Luca alle loro spalle li fa sobbalzare: – Voi siete i morti! Dove cazzo andate? Tornate a casa!

Il quadro attaccato alla parete della stanza viene giù e rivela un piccolo teleschermo. Il vetro della finestra va in frantumi, mentre droni circondano la casa, dai quali risuona ancora una volta la voce del sindaco: – Non si esce, questo è l’ordine del sindaco De Luca e basta! Vi becco a uno a uno! Non si esce da casa! A calci in culo! Ecco qual è il modo per fare applicare le norme! E già che ci siamo: ecco la carrozza che ti porta alla festa, ecco la scure che ti taglia la testa. 

Una scala si infila attraverso la finestra, rompendone il telaio. Su di essa, vi si arrampica un carabiniere fino a fare il suo ingresso nella stanza. Ne irrompono altri, questa volta dalla porta, coadiuvati dal signor Charrington e da un paio di infermieri, i quali si avvicinano a Winston e a Julia, che si danno le spalle con le mani dietro alla testa, tremanti, senza toccarsi.

– Inclinate il capo! – giunge perentorio l’ordine.

I due amanti eseguono e gli infermieri, armati di mascherina e guanti, estraggono un tampone a testa e lo inseriscono nelle narici dei due fuorilegge. A quel punto ripongono i tamponi con i campioni di muco nelle rispettive confezioni e li consegnano al signor Charrington che esce dalla stanza per inviarli a un laboratorio di analisi. Winston e Julia rimangono in piedi con le mani sopra alla testa, sotto stretta sorveglianza delle forze dell’ordine per qualche ora, finché il signor Charrington non fa ritorno nella camera da letto e annuncia:

– Sono positivi, portateli via!

A quel punto i due vengono portati di peso a Roma e rinchiusi nel Ministero della Sanità, dove vengono curati e torturati a lungo, per poi essere condotti entrambi nella famigerata “stanza 101”, all’interno della quale, messi di fronte al loro orrore più grande, ossia la possibilità che Giuliano Amato diventi Presidente della Repubblica nel 2022, sono costretti a tradirsi, attribuendosi a vicenda la responsabilità del contagio e accusandosi reciprocamente di essere il paziente zero.

Alla fine della storia, una volta liberi, Winston e Julia si incontrano nuovamente, al Bar del Castagno, e dichiarano di essersi traditi a vicenda, per il bene del paese. Dopo la difficile confessione, Julia, divenuta una bimba di Giuseppe Conte, lascia il bar e Winston, seduto da solo a quel tavolo, con una scacchiera davanti a sé, strafatto di gin, dà un’occhiata al teleschermo, su cui capeggia l’immagine del premier, del quale ha finalmente inteso a fondo la benevolenza del suo sorriso e la sensualità delle sue fossette e, mentre due lacrime maleodoranti di gin gocciolano ai lati del suo naso, finalmente realizza che è tutto a posto. La lotta è finita, è riuscito a trionfare su se stesso.

Ora ama Giuseppe Conte.

 

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