Regina

Stipa l’attesa l’angoscia regina,
parvo pusillo fatale,
volgo lo sguardo sul vuoto totale,
del mondo esterno in sordina.

Voci lontane ed i sensi ridotti,
amori lungi bramati,
fermi cospetti remoti incantati,
sapori e tatto interrotti.

Cella che corpo protegge dal morbo,
spirito fiacca ed affligge,
pena divina dall’alto s’infligge,
colpo su colpo l’assorbo.

Musa che d’umbre di luci sussurra,
dolci primizie mi porge,
mentre un felino l’ispira s’accorge,
la volta torna già azzurra.

Resta l’attesa di speme, Regina,
fede nel soffio vitale,
volgo lo sguardo al domani, Vestale,
al mondo interno, Divina.

 

 

 

5 pensieri riguardo “Regina

  1. Cinque quartine, con lo schema di rime abba. I versi dispari endecasillabi, i pari ottanari. Tutti i versi sono composti da un quinario iniziale, con la quarta accentata: i dispari sono endecasillabi a minore. Versi dattilici, alternanza di 1-4-7-10 e di 1-4-7. Per caso, anch’io ho scritto poesie ad andamento dattilico — le ultime due, più o meno riuscite. Questa è una premessa per dirti che mi piace un sacco. Inoltre, supera il solo “mi piace”: è soave e rarefatta, sottilmente incline a echi lucenti, a scorci azzurri.

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    1. Lei ha una preparazione teorica che mi lascia senza parole, signorina Rapelli. I miei sono solo esperimenti, che peraltro non reputo neppure particolarmente interessanti. Eppure mi fa davvero molto piacere il suo apprezzamento. Grazie mille!

      Piace a 1 persona

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