Rinnegare la Puglia

Italia_Senza_Puglia.jpgSono pugliese se non ricordo male. Da ormai ben sedici anni vivo a Milano.

Capitale della moda, motore dell’Italia, nel meneghino ho trovato il mio autentico sé, la piena realizzazione della mia persona. Tra cemento, traffico, inquinamento e dodici ore giornaliere in ufficio, fine settimana compresi, ho finalmente raggiunto l’alienazione e l’isolamento dai miei simili che tanto auspicavo.

Ritengo i pugliesi gretti, chiusi mentalmente, invadenti e invidiosi. Non è uno stereotipo, lo sono tutti, ed è scientificamente dimostrato. Sono ingenui, inconsapevoli di loro stessi e profondamente permalosi. Nei loro ragionamenti danno ancora priorità a un valore obsoleto e amorale quale la famiglia, la setta per eccelenza, all’interno della quale si perpetuano le peggiori violenze psicologiche. Non capiranno mai l’arida felicità del denaro e del potere, che eleva sugli altri e dà la possibilità di liberarsi da affetti che costituiscono unicamente un ostacolo alla volontà di potenza insita in ogni individuo.

Io no. Io non sono come loro. Io ho capito. Ho visto.

Non nascondo che, sovente, provo vergogna nel manifestare le mie reali radici. Sono ormai diversi anni che il mio eloquio è abilmente mascherato da una meravigliosa cadenza milanese, condita anche dalle consuete espressioni tipiche del giovane meneghino medio (“Figa”, “Ci sto dentro”, “Bella zio”, “Che sbatti”). Inoltre, ho solo colleghi e conoscenti settentrionali (fortunatamente non ho amici) e, se mi capita di incrociare qualche compaesano a Milano, generalmente fingo di non vederlo e cambio strada. Aggiungo anche che induco chiunque a mantenere una certa riservatezza sulle mie reali origini, invitandolo, qualora interpellato sulla questione, a dichiarare che sono in realtà milanese da svariate generazioni. Lo faccio per una questione di reputazione e di dignità personale.

Trovo insopportabile la vanagloria con cui i pugliesi considerano il loro cibo il migliore d’Italia, il loro preferire un piatto di orecchiette con le cime di rape, magari cucinato dalla mamma verso la quale nutrono fino alla morte un legame psicologicamente incestuoso, a un panino al prosciutto mangiato davanti al pc mentre si sta lavorando.

Per queste e altre ragioni, la Puglia è tra le maggiori responsabili dei problemi del nostro paese. La sua mentalità familistica ha avuto un impatto fortemente negativo sulla produttività italiana ed è una delle cause principali della crisi economica degli ultimi anni.

Dichiaro aperta la rubrica Rinnegare la Puglia.

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