Anna – Parte 1

La prima volta che la vide, Anna gli suscitò una vaga antipatia. Ebbe l’impressione di una persona artefatta e impostata. Estroversa, ma in una maniera ostentata, al limite dell’incontrollata. Un’estroversione che però nascondeva imbarazzo e un bisogno disperato di sentirsi accettata, amata.

Una delle prime interazioni con lei fu al caffè dell’ufficio. Lui stava punzecchiavando un collega in comune in maniera feroce, per questioni politiche. Anna osservò, con un’altra collega, di quanto lui fosse un tipo diretto. Tra sé e sé, lui lo prese come un complimento.

Un’altra volta ancora, al caffè, lui non aveva il buono. Glielo offrì lei. A quel punto iniziarono a chiacchierare un po’. Lui la guardava negli occhi. In quei profondi occhi blu. In quell’espressione un po’ accigliata e combattiva che aveva lei. Lei non riusciva a reggere il suo sguardo. La guardava intensamente, per sfida. Anna, forse per togliersi dall’imbarazzo, sbatteva velocemente le ciglia. Era il suo modo di distogliere lo sguardo. Parlarono di fotografia. Ai tempi fotografavano entrambi. La sfidava così, ma anche lui si rese conto di sentirsi molto insicuro nei suoi riguardi. Provava una sorta di soggezione nei suoi confronti.

La stuzzicava spesso così. La fissava intensamente negli occhi, quando le parlava. Forse più per sport, come esperimento sociale. Non sapeva ancora se stava cominciando a starle simpatica. Al contrario, da parte sua percepiva stima.

Qualcosa cambiò un giorno.

Un venerdì, pranzarono tutti insieme. Anna stava raccontando a tutti che aveva acquistato un obiettivo per la sua macchina fotografica tramite un negozio su internet che però aveva la sede vicino al paesino in cui viveva. Lui parlò poco, ascoltava. A lei piaceva la sua riservatezza. Dopo pranzo, non ebbero modo di interagire al caffè. Ma terminata la pausa pranzo, nei pressi dell’ingresso dell’ufficio, poco prima che ognuno tornasse alle sue postazioni di lavoro, lui le si avvicinò, guardandola sempre fissa negli occhi:

“Fammi sapere allora il nome di quel negozio dove hai preso l’obiettivo, perché è da un po’ che pensavo di prenderne uno anche io”.

Qualcosa cambiò in quel momento. Lo sguardo di Anna cambiò. I suoi occhi si allargarono, fece un gran sospiro e sorrise. Anche lui, dentro di sé, sentì cambiare qualcosa.

Si piacquero.

 

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